La consigliera regionale del Pd interviene sullo scontro per la discarica di Orvieto e difende la nuova strategia sui rifiuti: «Stiamo cambiando paradigma. Avviare un procedimento non significa anticiparne l’esito»
Nuovo intervento politico sul caso della discarica Le Crete di Orvieto. Dopo il confronto dei giorni scorsi tra la sindaca Roberta Tardani, l’assessore regionale Thomas De Luca, maggioranza e opposizioni, a prendere posizione è la consigliera regionale del Partito democratico Letizia Michelini, che respinge le critiche del centrodestra e difende il cambio di strategia impresso dalla Giunta Proietti alla gestione dei rifiuti.
«Sui rifiuti stiamo cambiando paradigma, mentre il centrodestra, come sulla vicenda Le Crete, prova a riscrivere la storia», afferma Michelini. Per la consigliera occorre distinguere tra le scelte politiche e programmatorie, che una nuova amministrazione può modificare, e i procedimenti amministrativi e le situazioni giuridiche già maturate, che devono invece seguire le regole previste.
«Dove abbiamo potuto cambiare, abbiamo cambiato. E la discontinuità è netta», sostiene.
Michelini: «La discarica non è più al centro del sistema»
La consigliera del Pd indica nell’aggiornamento del Piano regionale e nel disegno di legge “Umbria Circolare” gli strumenti attraverso i quali la maggioranza punta a costruire un nuovo modello.
La strategia, spiega, parte dalla prevenzione e dalla riduzione dei rifiuti, passa per l’aumento quantitativo e qualitativo della raccolta differenziata e per il massimo recupero di materia, con l’obiettivo di lasciare allo smaltimento soltanto la parte effettivamente residuale.
Michelini non sostiene dunque che le discariche possano essere eliminate immediatamente. Al contrario, riconosce che continueranno a essere necessarie soprattutto durante la fase di transizione, ma con una funzione diversa: non più elemento centrale della programmazione, bensì ultimo passaggio della filiera.
A sostegno di questa impostazione cita i dati del 2025: secondo la consigliera, i conferimenti complessivi nelle discariche umbre sono diminuiti del 23%, mentre quelli provenienti da fuori regione si sono più che dimezzati.
La scelta del CSS e il nodo dei costi
Michelini entra anche nel merito del CSS, il combustibile solido secondario, sostenendo che la scelta della Regione non nasca da una contrarietà ideologica agli impianti.
L’obiettivo sarebbe utilizzare maggiormente l’impiantistica già presente in Umbria: se alcuni impianti utilizzano CSS proveniente anche da altre regioni, sostiene la consigliera, nella fase transitoria potrebbero impiegare quello ricavato dai rifiuti umbri.
Una soluzione che, secondo Michelini, permetterebbe di sottrarre allo smaltimento una parte dei materiali non ancora recuperabili e avrebbe anche una valenza economica. Il CSS con caratteristiche adeguate alle richieste del mercato può infatti essere ceduto generando un ricavo, mentre discarica e termovalorizzazione rappresentano un costo per il sistema.
«L’inceneritore di Terni non sarebbe a costo zero»
La consigliera affronta poi un’altra delle ipotesi entrate nel dibattito regionale: l’utilizzo dell’inceneritore esistente a Terni.
Anche in questo caso, secondo Michelini, il fatto che l’impianto sia già presente non significa che possa essere utilizzato senza ulteriori costi. Oltre alle spese di trattamento, sarebbero necessari investimenti per renderlo tecnicamente adatto a ricevere e trattare direttamente determinate frazioni di rifiuto in alternativa al pulper.
Investimenti che dovrebbero essere ammortizzati e che, sottolinea, inciderebbero sul costo complessivo del servizio.
«Il precedente modello ruotava intorno al termovalorizzatore»
È sul confronto con la precedente amministrazione regionale che l’intervento assume un carattere più marcatamente politico.
Secondo Michelini, la Giunta di centrodestra aveva costruito il proprio modello attorno alla realizzazione di un nuovo termovalorizzatore, con una capacità di trattamento che la consigliera definisce sovradimensionata rispetto al fabbisogno dell’Umbria e con possibili conseguenze ambientali, economiche e tariffarie.
La strategia dell’attuale maggioranza, sostiene, procede nella direzione opposta: anziché partire dall’impianto finale e costruire attorno ad esso il sistema, punta a intervenire a monte e lungo l’intera filiera, aumentando riciclo e recupero e diminuendo progressivamente la quantità destinata allo smaltimento.
Le Crete, Michelini: «L’aumento delle volumetrie viene dalla precedente programmazione»
Sul caso specifico di Le Crete, Michelini attribuisce alla precedente Giunta regionale la scelta di incrementare le volumetrie delle tre discariche considerate strategiche: Belladanza, Borgogiglione e quella di Orvieto.
La priorità, ricostruisce la consigliera, era stata inizialmente assegnata alle prime due perché più vicine all’esaurimento. Belladanza e Borgogiglione furono successivamente autorizzate all’ampliamento, mentre per Le Crete si è sviluppato un percorso amministrativo e contenzioso proseguito fino a oggi.
Per Michelini, dunque, l’attuale procedimento non rappresenta una nuova scelta politica della maggioranza, ma deriva da atti e procedimenti maturati sulla base della precedente programmazione.
La differenza, sostiene, starebbe proprio nel nuovo indirizzo: diminuendo la quantità di rifiuti destinati alle discariche, la Regione punta a rallentare il consumo delle volumetrie disponibili e ad allungare la vita degli impianti.
«Avviare il procedimento non significa anticiparne l’esito»
Michelini interviene infine su uno dei punti più controversi dello scontro politico: perché la Regione non fermi direttamente il procedimento relativo a Le Crete.
«Gli uffici regionali hanno il dovere di istruire l’istanza e verificarne tutti i presupposti previsti dalla legge», afferma la consigliera, sottolineando che «avviare un procedimento significa rispettare le regole, non anticiparne l’esito».
La politica, aggiunge, può cambiare la programmazione futura ma non cancellare automaticamente situazioni amministrative e posizioni giuridiche già maturate.
Michelini invita quindi ad abbassare i toni e annuncia che sulla materia ci saranno ulteriori occasioni di approfondimento, anche nella Commissione consiliare competente. L’indirizzo politico della maggioranza, conclude, è definito, ma il percorso dovrà proseguire attraverso un confronto più ampio sulle scelte per il futuro della gestione dei rifiuti in Umbria.















