Il capogruppo della Lega chiede alla Regione un tavolo con Prefetture e Forze dell’ordine e propone di valutare anche l’impiego dell’Esercito
I ripetuti furti di cavi di rame lungo la Ferrovia Centrale Umbra tornano al centro del confronto politico regionale. A intervenire è Enrico Melasecche, capogruppo della Lega Umbria, che sollecita la Giunta regionale ad adottare misure straordinarie per proteggere la linea Terni-Ponte San Giovanni, interessata dai lavori in vista della riapertura.
Secondo Melasecche, nonostante le segnalazioni dei giorni scorsi, i furti continuerebbero a verificarsi, con il rischio – sostiene l’esponente leghista – di incidere sui costi e sui tempi necessari per il completamento degli interventi.
«La totale assenza di una reazione organizzata, immediata e visibile da parte dell’ente proprietario della linea è inaccettabile», afferma Melasecche. Il capogruppo della Lega distingue il lavoro investigativo, di competenza della magistratura e delle Forze dell’ordine, dalle iniziative che, a suo giudizio, dovrebbero essere messe in campo per prevenire nuovi episodi.
La richiesta di un tavolo permanente
Melasecche chiede quindi alla presidente della Regione Stefania Proietti di promuovere «un tavolo permanente di confronto e coordinamento», coinvolgendo Prefetture, Forze dell’ordine, soggetti gestori e istituzioni competenti.
L’obiettivo indicato è arrivare a un piano straordinario di controllo della linea, con una presenza più incisiva sul territorio almeno durante la fase che precede la riapertura della ferrovia.
Nella nota, il consigliere regionale richiama anche le conseguenze economiche delle sottrazioni di materiale. A suo giudizio, le risorse assorbite dai danni provocati dai furti avrebbero potuto essere destinate ad altri interventi, citando in particolare il progetto Pinqua che interessa quindici edifici ferroviari.
Melasecche propone di valutare anche l’Esercito
Tra le misure avanzate c’è anche la richiesta ai Prefetti interessati di valutare un eventuale coinvolgimento dell’Esercito nella vigilanza dell’infrastruttura durante i mesi che precedono la riapertura.
Melasecche parla, provocatoriamente, di una sorta di operazione «Ferrovie sicure», richiamando il modello di «Strade sicure». Si tratta, dunque, di una proposta politica formulata dal capogruppo della Lega e non di una misura già decisa o programmata dalle autorità competenti.
Secondo l’esponente dell’opposizione, una volta che la linea sarà alimentata elettricamente, la sottrazione dei cavi dovrebbe diventare più rischiosa e l’individuazione del punto interessato da eventuali manomissioni più agevole. Il problema, sostiene, riguarda soprattutto la fase attuale, durante la quale diversi tratti dell’infrastruttura resterebbero maggiormente vulnerabili.
«Ogni furto significa nuovi danni, nuovi costi, ulteriori ritardi e altro denaro gettato al vento», conclude Melasecche, chiedendo alla Regione di assumere l’iniziativa per contrastare il fenomeno e tutelare gli investimenti effettuati sulla Ferrovia Centrale Umbra.















