La sindaca di Orvieto chiede di fermare il progetto. De Luca chiama in causa le scelte della Giunta Tesei, il Patto Avanti rincara la dose. Il centrodestra: «Se avete fermato il termovalorizzatore potete bloccare anche l’ampliamento»
È diventato uno scontro politico a tutto campo quello sull’ampliamento della discarica Le Crete di Orvieto. In poco più di 48 ore si sono susseguiti la lettera aperta della sindaca Roberta Tardani alla presidente della Regione Stefania Proietti, la risposta dell’assessore all’Ambiente Thomas De Luca, l’intervento dei partiti del Patto Avanti e, da ultimo, la controreplica dei consiglieri regionali di opposizione.
Al centro della contesa ci sono il procedimento relativo al progetto di ampliamento per 350mila metri cubi, le responsabilità delle precedenti e dell’attuale amministrazione regionale e, più in generale, la strategia con cui l’Umbria intende chiudere il ciclo dei rifiuti dopo lo stop al percorso per il termovalorizzatore.
Tardani a Proietti: «Fermare ogni ulteriore ampliamento»
Ad aprire questa nuova fase del confronto è stata, il 30 agosto, Roberta Tardani. In una lettera aperta indirizzata alla presidente Proietti, la sindaca ha sostenuto che la vicenda de Le Crete non possa essere considerata soltanto una questione orvietana, perché riguarda il futuro dell’intero sistema regionale dei rifiuti.
Tardani ha ricordato che la precedente Giunta aveva individuato nella termovalorizzazione una possibile risposta alla necessità di chiudere il ciclo e ha riconosciuto all’attuale amministrazione la legittimità di aver scelto una strada diversa. Il problema, secondo la sindaca, è capire quale sia ora l’alternativa concreta.
«Cambiare strada non può significare lasciare un vuoto», ha scritto Tardani, chiedendo alla Regione di indicare strumenti, costi, tempi e responsabilità del nuovo modello.
Da qui la richiesta più netta: «Fermare sin da subito ogni ulteriore ampliamento della discarica». Secondo la sindaca, infatti, il rischio è che l’ampliamento finisca per diventare la soluzione più semplice in assenza di una strategia definitiva.

De Luca: «Scelte ereditate dalla precedente Giunta»
Il giorno successivo è arrivata la risposta dell’assessore Thomas De Luca, che ha respinto la ricostruzione della sindaca e ricondotto l’attuale procedimento alle decisioni prese durante la precedente legislatura.
Secondo De Luca, l’istanza del gestore per ulteriori 350mila metri cubi ricalca la capacità prevista per Orvieto dalla Dgr 2 del 2022. La delibera, ha spiegato l’assessore, è stata successivamente recepita nel Piano regionale dei rifiuti approvato nel 2023 e attualmente vigente.
Per questo, secondo De Luca, revocare o ritirare oggi quella previsione non sarebbe una strada percorribile: il gestore avrebbe maturato un «legittimo affidamento» e una revoca esporrebbe la Regione a un elevato rischio di richieste risarcitorie.
L’assessore ha spiegato anche perché, a differenza del 2022, il procedimento non possa essere archiviato. Allora l’ampliamento de Le Crete era subordinato al perfezionamento di quelli di Belladanza e Borgogiglione; una condizione che, secondo De Luca, è successivamente venuta meno con l’autorizzazione e l’attivazione degli altri impianti.

Il voto di Tardani sul Piano dei rifiuti
Nella sua risposta De Luca ha chiamato direttamente in causa anche la sindaca. Secondo l’assessore, il 16 novembre 2022 Tardani espresse voto favorevole in sede di Cal sul Piano regionale dei rifiuti.
De Luca ha inoltre contestato l’idea che la realizzazione del termovalorizzatore avrebbe determinato il superamento de Le Crete. Nel Piano della precedente amministrazione, sostiene l’assessore, anche nello scenario successivo all’entrata in funzione dell’impianto le discariche di Orvieto e Belladanza sarebbero rimaste attive e funzionali al ciclo integrato.
L’assessore ha infine respinto l’accusa di assenza di una strategia, rivendicando una riduzione del 23% del flusso dei rifiuti in discarica, la legge regionale sull’economia circolare, il Piano per la prevenzione dei rifiuti e la proposta di revisione del Piano regionale di gestione integrata.
Patto Avanti: «Nel 2024 arrivavano 50mila tonnellate da fuori regione»
Sempre il 31 agosto è intervenuto anche il Patto Avanti, spostando ulteriormente il confronto sul terreno politico.
I partiti della maggioranza hanno accusato il centrodestra di aver lasciato, alla fine del 2024, un’autorizzazione straordinaria per l’ingresso in Umbria di 50mila tonnellate di rifiuti extra-regionali. Secondo la coalizione, soltanto l’8% era prodotto in Umbria, mentre il restante 92% proveniva da Campania, Lazio, Marche e Puglia.
Il Patto Avanti ha inoltre contestato la tesi secondo cui il termovalorizzatore avrebbe portato alla chiusura delle discariche, richiamando le previsioni della precedente programmazione su Le Crete.
La maggioranza ha invece rivendicato per la Giunta Proietti il blocco dell’afflusso dei rifiuti extra-regionali, la tutela della capacità residua delle discariche e la scelta di puntare sull’80% di raccolta differenziata e sul recupero di materia.
Le opposizioni: «Se avete fermato il termovalorizzatore potete fermare Le Crete»
L’ultimo capitolo dello scontro arriva oggi, 1 settembre, con la nota firmata dai consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei, Enrico Melasecche, Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei, Laura Pernazza, Andrea Romizi e Nilo Arcudi.
Il centrodestra contesta direttamente uno dei punti centrali della ricostruzione di De Luca: l’impossibilità di tornare indietro rispetto alle scelte già compiute.
«Se la Giunta Proietti ha potuto intervenire» sul percorso del termovalorizzatore, sostengono i consiglieri, allora «può revocare in autotutela la delibera regionale e decidere diversamente assumendosi le proprie responsabilità».
Secondo le opposizioni, infatti, «l’atto di programmazione non è una autorizzazione» e la precedente Giunta Tesei non avrebbe autorizzato l’ampliamento richiesto da Acea.
Nuovo scontro anche sui rifiuti extra-regionali
Le opposizioni replicano alla maggioranza anche sul tema dei rifiuti provenienti da fuori Umbria. Secondo i consiglieri, le linee guida dell’attuale amministrazione prevedono la possibilità di far arrivare da altre regioni 30mila tonnellate di rifiuti all’anno.
Il centrodestra mette poi in relazione lo stop al termovalorizzatore con il procedimento per l’ampliamento de Le Crete, sostenendo che le alternative prospettate finora dalla Regione non abbiano ancora prodotto una soluzione concreta.
Da qui una serie di domande rivolte a De Luca: quale impianto intende realizzare la Regione, quando sarà operativo, quanto costerà, come verrà finanziato e, soprattutto, come si intende chiudere il ciclo dei rifiuti senza termovalorizzatore e senza ricorrere a ulteriori ampliamenti delle discariche.
È proprio questo il punto sul quale, partendo dalla lettera di Tardani, si è sviluppato l’intero confronto: quale sarà il modello umbro per la gestione dei rifiuti e quale ruolo avrà in questo sistema la discarica Le Crete. Su responsabilità, strumenti e possibilità di fermarne l’ampliamento, però, le posizioni restano diametralmente opposte.
















