Il sindaco esclude le dimissioni e ottiene il mandato per ricostruire la maggioranza. Gli ex consiglieri contestano le scelte sulle partecipate, le privatizzazioni e la gestione dei lavori pubblici
La crisi politica al Comune di Terni si arricchisce di un nuovo confronto tra il sindaco Stefano Bandecchi e i quattro consiglieri usciti dalla maggioranza. Il primo cittadino conferma l’intenzione di proseguire il mandato e cerca nuovi sostegni in Consiglio comunale, mentre gli ex alleati rivendicano la scelta di passare all’opposizione, accusando l’amministrazione di aver disatteso gli impegni elettorali.
Al termine della riunione con i consiglieri comunali rimasti nella sua maggioranza, Bandecchi ha ricevuto il loro sostegno e il mandato politico di verificare la possibilità di raggiungere un accordo con altre forze presenti in Consiglio, per proseguire la consiliatura.
Il sindaco ha escluso le dimissioni volontarie e modifiche alla composizione della Giunta. «Io non me ne vado assolutamente», ha dichiarato ai cronisti, ribadendo che sarà eventualmente il Consiglio comunale a sfiduciarlo.
L’obiettivo è raggiungere un accordo politico che consenta di portare avanti i progetti amministrativi e arrivare alla conclusione della consiliatura.
La risposta dei quattro consiglieri è arrivata attraverso una nota diffusa dall’ufficio stampa del Comune. Marina Severoni, Andrea Colasanti, Andrea Sterlini e Federica Mengaroni contestano la ricostruzione del sindaco, secondo cui sarebbero stati allontanati dalla maggioranza.

«Il sindaco non ha il potere di cacciare i consiglieri dalla maggioranza», precisano, sottolineando che il passaggio all’opposizione rappresenta una decisione autonoma e definitiva.
Al centro della rottura, secondo i quattro, ci sarebbe il mancato rispetto di una parte sostanziale del programma elettorale. Tra le questioni sollevate figurano le privatizzazioni, le scelte sulle società partecipate, le politiche ambientali e la gestione di alcuni investimenti pubblici.
Particolare attenzione viene riservata ai lavori finanziati con il Pnrr. I consiglieri riferiscono di aver chiesto chiarimenti sullo stato di avanzamento degli interventi, a partire dai circa 20 milioni di euro destinati al borgo di Cesi e dai lavori del Teatro Verdi, per conoscere tempi, costi e possibili criticità.
Le contestazioni riguardano anche la gestione della manutenzione stradale, con riferimento al progetto Cantiere Comune e all’utilizzo della macchina Tappa Buche, oltre alle scelte sulla sicurezza e sull’organizzazione del personale comunale.
Un altro punto di contrasto riguarda il metodo di governo. Gli ex consiglieri di maggioranza sostengono di aver chiesto una maggiore condivisione delle decisioni, in particolare la possibilità di esaminare preventivamente le delibere e di ricevere informazioni dettagliate sull’attività amministrativa.
«Non abbiamo mai chiesto privilegi, ma semplicemente di poter svolgere pienamente il nostro ruolo di consiglieri», affermano nella nota.
Le critiche investono infine la Giunta, modificata lo scorso febbraio, e il rapporto tra gli assessori e i consiglieri comunali. I quattro ritengono che si sia progressivamente creato un distacco tra l’esecutivo e le esigenze della città.
La frattura politica resta dunque aperta. Da una parte Bandecchi, intenzionato a cercare nuovi appoggi per proseguire l’esperienza amministrativa; dall’altra i quattro consiglieri, che confermano la revoca della fiducia al sindaco e alla Giunta.
Il futuro dell’amministrazione comunale dipenderà ora dalla possibilità di trovare in Consiglio i numeri necessari per sostenere l’azione di governo.













