Il Parlamento europeo dedica una sala al patrono d’Europa. Dall’Umbria, il produttore Luigi Piccolo lancia l’idea di un film ispirato alla storia del santo.
Una sala nel cuore del Parlamento europeo per ricordare che la costruzione dell’Europa passa anche attraverso la sua storia spirituale e culturale. L’intitolazione a Benedetto da Norcia, nella sede di Strasburgo, assume un significato che va oltre il momento celebrativo: riconoscere l’attualità di una figura che, quindici secoli fa, rispose alla disgregazione del proprio tempo con un’esperienza di comunità fondata sull’ascolto, sul lavoro e sulla responsabilità.
Il riconoscimento arriva in prossimità del sessantaduesimo anniversario della proclamazione di san Benedetto a patrono d’Europa, avvenuta il 24 ottobre 1964 per volontà di Paolo VI. A scoprire la targa sono stati la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la vicepresidente Antonella Sberna e il copresidente del gruppo dei Conservatori e riformisti europei Nicola Procaccini, promotore dell’iniziativa. La sala, al primo piano dell’edificio Winston Churchill, può accogliere circa duecento persone e si trova a pochi passi dall’emiciclo.
«Sono felicissima che questa sala porti oggi il nome di Benedetto da Norcia», ha dichiarato Metsola, richiamando il contributo del monaco alla cultura europea e la necessità di trarne ispirazione nel presente. Sberna ha sottolineato il valore di un’eredità da custodire per costruire un futuro migliore, mentre Procaccini ha evidenziato il significato politico e culturale dell’intitolazione, intesa come un invito a riportare nelle istituzioni la riflessione sulle radici spirituali del continente.
Alla cerimonia hanno partecipato Giuliano Boccanera, sindaco di Norcia, Felice Rapone, sindaco di Subiaco, ed Enzo Salera, sindaco di Cassino, in rappresentanza delle città che custodiscono le tappe fondamentali della vita di Benedetto. Metsola ha ricordato il legame fra le tre città, suggellato nel 2017 proprio al Parlamento europeo dalla cerimonia di gemellaggio. Era presente anche l’eurodeputato umbro Marco Squarta, che ha sottolineato il valore del riconoscimento per l’Umbria e per i territori colpiti dal terremoto del 2016.
Per Norcia, l’omaggio di Strasburgo si lega al percorso di rinascita della città e alla restituzione della basilica di San Benedetto alla comunità e all’Europa, avvenuta il 31 ottobre 2025. La ricostruzione assume così anche un significato civile: restituire luoghi, relazioni e prospettive a una comunità significa rafforzare il senso di appartenenza sul quale si fonda la vita collettiva.

È in questo orizzonte che si inserisce «ASCOLTA», il progetto cinematografico nato da un’idea del pubblicitario e produttore Luigi Piccolo, autore della sceneggiatura e dell’intero progetto di comunicazione, già depositato presso la SIAE.
L’intitolazione della sala e il tema del film si incontrano attorno a una domanda: come rendere viva, soprattutto per le nuove generazioni, un’eredità che ha contribuito alla formazione dell’Europa e può ancora orientarne le scelte?
Il progetto intende mettere in dialogo la storia di Benedetto e il presente, esplorando l’attualità della sua eredità attraverso un confronto fra generazioni. Al centro, l’ascolto, la dignità del lavoro e il senso di comunità: temi che legano l’esperienza benedettina alle domande dell’Europa contemporanea.
Da qui emerge la dimensione sociale e politica dell’opera. Il modo in cui si esercita l’autorità, si riconosce il valore delle persone e si affrontano le differenze riguarda tanto una comunità del VI secolo quanto l’Europa contemporanea. L’esperienza benedettina offre una prospettiva dalla quale osservare la solitudine, la distanza fra generazioni, la dignità del lavoro e la difficoltà di riconoscersi in un destino comune. Sono questioni che attraversano la vita quotidiana e interrogano anche chi ha responsabilità pubbliche.
Il titolo custodisce la chiave del progetto. «Ascolta», la parola che apre la Regola benedettina, diventa un invito rivolto ai protagonisti e agli spettatori. L’ascolto assume il valore di una pratica civile, necessaria nelle famiglie, nelle comunità e nelle istituzioni: comprendere le ragioni degli altri è il primo passo per costruire fiducia e rendere possibile il confronto.
Pensato per il cinema e la televisione, «ASCOLTA» è un progetto in fase di sviluppo. La sua realizzazione resta subordinata al reperimento delle risorse necessarie alla produzione e alla distribuzione. Luigi Piccolo lavora da diversi mesi alla definizione delle condizioni artistiche, produttive e finanziarie che possano consentirne la concretizzazione.
L’omaggio del Parlamento europeo al patrono d’Europa offre a questa prospettiva un contesto significativo. A Strasburgo, il nome di Benedetto entra in un luogo dedicato al confronto e alle decisioni comuni; con «ASCOLTA», la sua eredità aspira a diventare un racconto capace di coinvolgere pubblici e generazioni diversi. A legare i due percorsi è la possibilità di trasformare la memoria in una risorsa per il presente: un’occasione per riflettere su come vivere insieme e su quale Europa consegnare alle nuove generazioni.














