Il sindaco annuncia una commissione sulla cessione di Asm. Il consigliere: «La maggioranza ha bocciato la proposta per fermare i rincari»
Si accende il confronto politico a Terni sulle tariffe dei rifiuti e sulla gestione di Asm. Il sindaco Stefano Bandecchi contesta gli aumenti previsti per i cittadini, richiama gli utili della società e i dividendi distribuiti ai soci, annunciando l’avvio delle procedure per istituire una commissione consiliare sulla cessione di Asm del 2023. A replicare è il consigliere comunale Guido Verdecchia, che accusa l’amministrazione di non aver utilizzato le risorse disponibili per contenere i rincari.
Secondo quanto dichiarato da Bandecchi, Asm ha destinato quest’anno due milioni di euro a riserva, mentre Acea ha incassato un milione e 400mila euro di dividendi. Il sindaco ritiene quindi ingiustificato un aumento delle tariffe a carico dei cittadini e critica le opposizioni per non aver chiesto al socio privato di contribuire alla copertura dei maggiori costi.
In particolare, Bandecchi sostiene che sarebbe sufficiente utilizzare un milione e 200mila euro delle risorse accantonate per evitare gli aumenti. Contesta inoltre la richiesta avanzata dalle opposizioni di destinare al servizio rifiuti il milione e 600mila euro di dividendi incassato dal Comune, ritenendo che una simile scelta finirebbe per favorire il socio privato.
Il primo cittadino annuncia intanto di aver avviato le operazioni necessarie per istituire una commissione comunale incaricata di esaminare la cessione di Asm del 2023 e i relativi patti parasociali. Le sue critiche si estendono anche al servizio idrico gestito da Sii, con particolare riferimento alle perdite della rete e ai costi sostenuti dagli utenti. Sul fronte dell’acqua, Bandecchi prospetta benefici economici per i cittadini a partire dal 2027, grazie alle attività di controllo avviate dall’amministrazione.
Alle dichiarazioni del sindaco risponde Guido Verdecchia, che richiama una propria iniziativa discussa in Consiglio comunale lo scorso 15 luglio.
«Abbiamo un sindaco che, invece di amministrare, si comporta come se fosse all’opposizione di se stesso», afferma il consigliere, sottolineando come Bandecchi oggi consideri gli aumenti delle tariffe un’offesa ai cittadini, pur avendo la sua maggioranza, secondo Verdecchia, respinto una proposta finalizzata proprio a contenerli.
Il riferimento è a un atto di indirizzo con cui il consigliere aveva chiesto di destinare il milione e 600mila euro di dividendi incassati dal Comune alla costituzione di un fondo per ridurre le bollette e contrastare i rincari.

Verdecchia contesta anche l’interpretazione del sindaco secondo cui l’impiego di quelle risorse per il servizio rifiuti favorirebbe Acea. A suo giudizio, utilizzarle per abbassare le bollette significherebbe invece alleggerire il carico economico sulle famiglie ternane.
«Chi governa ha il dovere di trovare soluzioni, non di lanciare anatemi», dichiara il consigliere, criticando anche l’annuncio della commissione sulla cessione di Asm, che considera un modo per spostare l’attenzione dal problema immediato delle tariffe.
Per Verdecchia, la mancata riduzione degli aumenti sarebbe dunque il risultato di una scelta politica dell’amministrazione, accusata di aver preferito trattenere i dividendi nel bilancio comunale anziché destinarli direttamente alle utenze.
Al centro del confronto resta così l’utilizzo delle risorse economiche legate ad Asm: da una parte la richiesta di Bandecchi di intervenire attraverso la società e il socio privato, dall’altra la posizione di Verdecchia, che sollecita l’impiego dei dividendi già incassati dal Comune per contenere i costi sostenuti dai cittadini.













