Il numero gratuito per l’assistenza sanitaria non urgente copre tutti i 12 distretti e collega 41 sedi di guardia medica.
Il numero unico europeo 116117 per l’assistenza sanitaria non urgente è ormai operativo in tutta l’Umbria. Il servizio, avviato il 22 maggio 2026 e progressivamente esteso al territorio regionale, ha raggiunto la piena copertura lo scorso 17 settembre. I primi risultati confermano un utilizzo significativo della nuova centrale telefonica, gestita dall’Usl Umbria 1 come azienda capofila.
Dal 22 maggio al 5 ottobre sono state gestite complessivamente 28.893 chiamate, con il 79,95% delle risposte fornite entro un minuto e un tempo medio di attesa di circa 50 secondi. Soltanto l’1,41% dei contatti è stato trasferito al 118, mentre la maggior parte delle richieste ha trovato un percorso di assistenza attraverso i servizi sanitari territoriali.
Il 116117 rappresenta un punto di riferimento gratuito, raggiungibile da telefono fisso e cellulare, attivo 24 ore su 24 e destinato a chi necessita di informazioni, orientamento sanitario o assistenza per problemi che non presentano carattere di emergenza. Il nuovo sistema permette ai cittadini di ottenere indicazioni senza doversi necessariamente recare al Pronto soccorso o nelle sedi di Continuità assistenziale, comunemente conosciute come guardia medica.
Attraverso una prima valutazione telefonica, gli operatori individuano il bisogno e indirizzano la persona verso il servizio più adeguato. A seconda delle necessità, possono essere forniti chiarimenti, attivati percorsi di teleconsulto, richiesto l’intervento della Continuità assistenziale oppure disposto il collegamento con strutture territoriali, servizi sociali, salute mentale, dipendenze, distretti sanitari e Cup. Quando emergono condizioni che richiedono un intervento urgente, la chiamata viene invece trasferita al sistema dell’emergenza.
In caso di emergenza sanitaria, tuttavia, i cittadini devono continuare a chiamare direttamente il 112 o il 118, senza passare preventivamente dal 116117. La rete coinvolge tutti i 12 distretti sociosanitari umbri e le 41 sedi di Continuità assistenziale. La centrale operativa ha sede a Perugia, in via XIV Settembre, e garantisce un sistema di risposta uniforme per una popolazione di circa 850mila abitanti.Quasi 29mila telefonate: tutti i numeri del servizio
Il bilancio dei primi mesi di attività evidenzia come la Continuità assistenziale rappresenti il principale destinatario delle richieste. L’87,15% dei casi è stato indirizzato verso questo servizio, mentre circa l’11% delle chiamate ha riguardato necessità informative. A pieno regime, la centrale registra mediamente 320 contatti quotidiani, con una punta massima di 1.124 telefonate in una singola giornata. La stima annuale, basata sugli attuali volumi, è di circa 117mila chiamate.
Ogni conversazione dura mediamente poco più di cinque minuti. Le richieste si concentrano soprattutto durante il fine settimana, quando arriva il 52,8% del traffico complessivo, con una maggiore intensità tra le 8 e le 12. Nei giorni feriali, invece, quasi la metà delle telefonate viene effettuata tra le 20 e mezzanotte.Un andamento che conferma la maggiore necessità di assistenza nelle fasce orarie in cui gli ambulatori dei medici di famiglia non sono normalmente disponibili.

Particolarmente rilevanti anche i dati relativi agli interventi successivi all’invio alla Continuità assistenziale. Il 36,09% delle richieste viene gestito telefonicamente, con tempi medi di circa sette minuti. Nel 55,25% dei casi è necessaria una visita ambulatoriale, della durata media di 12-13 minuti, mentre il 7,94% richiede una visita domiciliare, che impegna mediamente il personale medico per circa 40 minuti.Proprio le visite a domicilio, pur rappresentando una quota limitata degli interventi, assorbono il 26,1% del tempo complessivamente impiegato dai medici.
Il sistema di valutazione telefonica consente quindi di individuare le situazioni che richiedono effettivamente un intervento a casa, riservando particolare attenzione agli anziani, ai pazienti fragili e alle persone con difficoltà di spostamento.

La Presidente Proietti ha sottolineato il valore dell’estensione del servizio a tutto il territorio, definendola una trasformazione importante nell’organizzazione dell’assistenza pubblica.Secondo la presidente, l’attivazione del 116117 nei 12 distretti consente di superare le differenze territoriali, assicurando risposte omogenee ai cittadini, da Città di Castello a Norcia, fino a Orvieto. Proietti ha inoltre evidenziato l’importanza di far conoscere il nuovo numero attraverso campagne informative nelle scuole e nelle comunità, invitando la popolazione a contattare la centrale prima di recarsi nelle strutture sanitarie per esigenze non urgenti.
Una maggiore diffusione del servizio potrebbe contribuire a limitare gli accessi evitabili nei Pronto soccorso e a migliorare la gestione delle richieste assistenziali. La presidente ha anche ringraziato Daniela Donetti per l’impegno nella realizzazione del progetto, considerato strategico in vista della piena attuazione del nuovo Piano sociosanitario regionale.
Per la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, il 116117 costituisce uno degli strumenti centrali per realizzare una sanità territoriale più accessibile e capace di rispondere ai bisogni delle persone. Il progetto punta infatti a integrare la Continuità assistenziale, le Case della comunità, i medici di medicina generale e la rete dell’emergenza, favorendo percorsi appropriati e riducendo il ricorso non necessario agli ospedali.
Anche il direttore generale dell’Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti, ha richiamato l’attenzione sul lavoro svolto dagli operatori e dai professionisti sanitari, che hanno contribuito a costruire in pochi mesi una rete estesa all’intera regione.
Un ulteriore elemento del modello organizzativo riguarda l’assistenza domiciliare. Come evidenziato dal dirigente regionale Emilio Paolo Abbritti, l’integrazione tra telemedicina, Case della comunità e oltre 300 infermieri di famiglia può favorire la permanenza a casa dei pazienti più fragili, quando le condizioni cliniche lo consentono.
Sul fronte dell’appropriatezza delle cure, Enrica Ricci, dirigente regionale del servizio Programmazione e controllo strategico del Servizio sanitario regionale, ha richiamato i dati Agenas secondo cui circa un quinto degli accessi complessivi ai Pronto soccorso riguarda situazioni non urgenti o urgenze minori potenzialmente gestibili attraverso servizi territoriali.

Apprezzamento per il percorso umbro è arrivato anche dal ministero della Salute. La dirigente medica Giovanna Giannetti, intervenuta in collegamento, ha sottolineato il valore dell’attivazione su scala regionale, anche per i turisti e per chi soggiorna temporaneamente in Umbria.
La prossima sfida: convincere i cittadini a chiamare prima di spostarsi
Nonostante i risultati iniziali, resta da consolidare l’abitudine all’utilizzo del numero unico.Secondo i dati presentati dalla Regione, il 53,8% degli utenti continua a rivolgersi direttamente alle sedi di guardia medica, senza contattare prima il 116117. Per questo motivo sono previste iniziative informative rivolte alla popolazione, con il coinvolgimento dei medici di famiglia e delle strutture sanitarie territoriali.Parallelamente, l’analisi dei flussi delle chiamate permetterà di programmare con maggiore precisione la distribuzione del personale e delle risorse, tenendo conto anche delle esigenze delle aree interne e montane, dove le distanze possono incidere significativamente sull’accessibilità dei servizi.
L’obiettivo è rendere il 116117 un riferimento sempre più utilizzato per l’assistenza sanitaria non urgente, semplificando il percorso dei cittadini e contribuendo a riservare il Pronto soccorso alle situazioni che richiedono realmente interventi tempestivi.













