
Il capogruppo della Lega chiede alla Regione un cronoprogramma con date certe per l’adduzione degli 800 litri al secondo da Montedoglio: «La crisi del lago è ormai una questione economica per tutta l’Umbria»
Il livello del lago Trasimeno ha raggiunto quota -191 centimetri e lo scontro politico sulle misure da adottare per fronteggiare l’emergenza torna ad accendersi. A intervenire è il capogruppo della Lega Umbria in Consiglio regionale, Enrico Melasecche, che sollecita l’assessore regionale Thomas De Luca Meloni a fornire tempi certi per l’intervento destinato a garantire l’adduzione di 800 litri al secondo da Montedoglio.
«Il Trasimeno è ormai a -191 centimetri. Al ritmo di un centimetro al giorno, tra nove giorni saremmo a -200; anche dimezzando la velocità di discesa, quella soglia verrebbe comunque raggiunta entro la fine del mese», afferma Melasecche, sottolineando come la situazione stia avendo ripercussioni non soltanto ambientali, ma anche economiche e turistiche.
Il consigliere richiama, a questo proposito, i dati diffusi dal Ministero del Turismo ed elaborati dall’Ufficio di Statistica sulla base della banca dati Alloggiati Web del Ministero dell’Interno. Secondo quanto riportato da Melasecche, a luglio l’Umbria avrebbe registrato una diminuzione del 3,7 per cento degli arrivi e dello 0,1 per cento delle presenze rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, risultando l’unica regione italiana con il segno negativo.
Per il capogruppo leghista si tratta di «un campanello d’allarme» che dimostrerebbe come la crisi del Trasimeno, uno dei principali attrattori turistici dell’Umbria, stia assumendo una dimensione economica regionale, con conseguenze che vanno oltre gli operatori direttamente attivi nel comprensorio del lago.

«Servono date certe per gli 800 litri al secondo»
Al centro dell’intervento politico di Melasecche c’è soprattutto il progetto per incrementare l’afflusso di acqua da Montedoglio. Attualmente, ricorda il consigliere, sono arrivati 200 litri al secondo, una quantità che giudica insufficiente rispetto alla portata massima prevista di 800 litri al secondo.
«Da mesi chiedo all’assessore Meloni una risposta precisa su quando sarà operativo il sistema capace di garantire gli 800 litri al secondo attraverso il Paganico e, soprattutto, un cronoprogramma con date certe», afferma Melasecche.
Il capogruppo della Lega contesta quindi le risposte ricevute finora in Assemblea legislativa. In particolare richiama l’interrogazione del 9 luglio, quando, secondo la ricostruzione fornita nella nota, l’assessore avrebbe assicurato che «gli 800 litri al secondo arriveranno» senza però indicare una tempistica precisa.
Melasecche ricorda inoltre che due anni fa la precedente Giunta regionale aveva chiesto all’Università degli Studi di Perugia una relazione sulle modalità per trasferire verso il Trasimeno circa 10 milioni di metri cubi d’acqua in surplus durante il periodo autunnale e invernale. Una quantità che, secondo le stime richiamate dal consigliere, sarebbe equivalente a circa dieci centimetri di livello del lago ogni anno.
Il pressing sulla Regione
La richiesta politica è quindi quella di conoscere nel dettaglio le diverse tappe necessarie per rendere pienamente operativo il sistema: dall’eventuale realizzazione del filtro e della vasca fino alla conclusione degli interventi e all’effettivo avvio dell’afflusso degli 800 litri al secondo.
«Non servono altri proclami, né dichiarazioni indignate – sostiene Melasecche – ma occorre sapere quando verrà realizzato il filtro, se necessario, quando la vasca se serve, quando saranno conclusi gli interventi e quando gli 800 litri al secondo cominceranno effettivamente ad affluire al Trasimeno».
Il capogruppo della Lega chiude quindi con un nuovo affondo nei confronti della maggioranza regionale: «Il lago non può attendere i tempi della propaganda della sinistra. È il momento della serietà, delle responsabilità e delle date certe».














