Chiesto il proscioglimento per gli imputati dell’Università per Stranieri di Perugia, mentre l’accusa insiste per le condanne: “Favorito il calciatore”
A cinque anni dai fatti, prosegue il processo sul presunto “esame farsa” sostenuto dal calciatore Luis Suárez all’Università per Stranieri di Perugia. Nel corso dell’ultima udienza, tenutasi a Perugia,i legali di Giuliana Grego Bolli, della professoressa Stefania Spina e dell’ex direttore generale Simone Olivieri — imputati a vario titolo per falso ideologico, rivelazione di segreto d’ufficio e falsità materiale — hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti.
All’epoca, Suárez era in procinto di trasferirsi alla Juventus e doveva ottenere in tempi rapidi la certificazione linguistica necessaria per la cittadinanza italiana. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero agevolato il calciatore, anticipando la data dell’esame e concordando in anticipo contenuti e modalità della prova. Di diverso avviso la Procura di Perugia, rappresentata dal pubblico ministero Gianpaolo Mocetti, che ha chiesto condanne a due anni e otto mesi per Grego Bolli e Spina e a due anni e quattro mesi per Olivieri.
Nel corso di una lunga arringa, l’avvocato Brunelli ha sostenuto che “nessuno dei reati contestati è stato commesso” e che non vi sarebbe stato alcun piano illecito per favorire il superamento dell’esame. Secondo la difesa, il calciatore avrebbe semplicemente beneficiato di un contesto reso più flessibile dalle procedure adottate durante l’emergenza Covid.

La prova, ha evidenziato il legale, consisteva in un colloquio orale di breve durata — tra i 10 e i 12 minuti — con contenuti in parte prevedibili e facilmente reperibili anche online. Un formato che, nello stesso periodo, avrebbe fatto registrare percentuali di promozione superiori al 97%.
Brunelli ha inoltre precisato che l’ex rettrice Grego Bolli non avrebbe avuto alcun ruolo diretto nell’organizzazione dell’esame, limitandosi a raccomandare correttezza e rigore. Quanto alla professoressa Spina, avrebbe svolto esclusivamente attività di preparazione del candidato, senza irregolarità.
Sulla stessa linea anche l’avvocato Falcinelli, difensore di Olivieri, che ha sottolineato come tutte le attività svolte tra il 7 e il 17 settembre 2020 fossero finalizzate al regolare svolgimento della prova, nel rispetto delle procedure vigenti. Anche il rilascio dell’attestato di idoneità, secondo la difesa, rientrerebbe pienamente nelle norme emergenziali in vigore in quel periodo.
La questione, che avrà ancora un seguito alla Procura di Perugia, tuttavia, non riguarda soltanto un singolo episodio o un nome noto del calcio internazionale. Si inserisce in un contesto più ampio, dove sport, affari e normative amministrative si intrecciano sempre più frequentemente.















