Due anni e tre mesi di reclusione per estorsione. Minacciava di rivelare un incontro intimo e diffondere un video nascosto.
Un cittadino albanese è stato condannato a due anni e tre mesi di carcere dal giudice monocratico del Tribunale di Perugia per aver ricattato tramite il web un parroco.
La vicenda risale al settembre 2023, quando tra i due sarebbe avvenuto un primo contatto virtuale attraverso una bacheca online. Successivamente, i due si sarebbero incontrati di persona in un luogo appartato, lontano da sguardi indiscreti.
Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe però rapidamente scoperto l’identità del religioso, avviando così una serie di minacce: avrebbe preteso denaro per non rivelare l’accaduto al vescovo e per non diffondere un presunto video girato di nascosto durante l’incontro.

In un primo momento, il parroco, temendo le conseguenze, avrebbe consegnato 200 euro nel tentativo di fermare il ricatto. Poco dopo, però, l’estorsore avrebbe avanzato una nuova richiesta di 230 euro. A quel punto, comprendendo che le pretese sarebbero continuate, il frate ha finto di acconsentire e ha denunciato tutto ai carabinieri, che hanno predisposto una trappola per bloccare l’uomo.
La condanna è arrivata al termine di un processo celebrato a porte chiuse, senza la presenza della parte offesa. Il parroco, assistito dall’avvocato Luca Gentili, ha infatti rinunciato a costituirsi parte civile dopo aver raggiunto un accordo risarcitorio: la somma ottenuta è stata interamente devoluta al Patriarcato latino di Gerusalemme.













