Sarebbe avvenuto nel maggio 2018 l’abuso ai danni di una giovane invitata a un servizio fotografico. L’imputato è rientrato in Cina
La vicenda discussa oggi nell’aula del tribunale di Parugia risale al maggio 2018 e vede al centro una giovane ragazza, invitata a posare nell’abitazione di un fotografo, presunto amico, di nazionalità cinese. Il tribunale ha condannato lo straniero per violenza sessuale. Da quanto si è appreso in aula per le altre accuse – tra cui stalking, resistenza a pubblico ufficiale e utilizzo di spray urticante – sarebbe intervenuta la prescrizione.
Nei confronti dell’imputato, difeso dall’avvocato Leonardo Orioli, il pubblico ministero Gennaro Iannarone aveva richiesto una condanna a sei anni di reclusione. Il collegio giudicante, composto dai magistrati Giuseppe Narducci, Francesco Loschi e Marco Verola, ha disposto per lo straniero, che nel frattempo è tornato a vivere in Cina, l’interdizione dai pubblici uffici. Il risarcimento dei danni sarà invece stabilito in sede civile.
Secondo quanto ricostruito oggi in aula,all’epoca dei fatti la giovane si sarebbe recata nell’abitazione del fotografo per un servizio fotografico. Qui, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata costretta a subire atti sessuali contro la propria volontà. Nel capo d’imputazione si parla di una violenza consumata dopo aver immobilizzato la vittima e averla costretta a un rapporto nonostante la sua opposizione, manifestata anche fisicamente nel tentativo di divincolarsi.
Contestata anche l’aggravante dell’abuso di ospitalità in quanto i fatti sarebbero avvenuti all’interno dell’abitazione dell’uomo, dove la giovane si era recata fidandosi del contesto, poiché entrambi studenti dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e buoni conoscenti.
Per quanto riguarda le altre accuse, la Procura aveva evidenziato presunti comportamenti persecutori successivi ai fatti, tra cui appostamenti, telefonate e messaggi insistenti, anche tramite conoscenti dopo il blocco dei contatti. In un episodio sarebbe stato segnalato anche il possesso di uno spray urticante privo di codice identificativo. Tuttavia, per questi reati il tribunale ha dichiarato la prescrizione, essendo trascorso troppo tempo dai fatti.















