Bonifica completata dopo la morte di cani e gatti avvelenati: area messa in sicurezza grazie all’intervento dell’Unità Cinofila Antiveleno, indagini in corso sui responsabili
È stata completamente bonificata e restituita alla piena fruibilità la zona di Faldo, nel territorio comunale di Montone, dopo il ritrovamento di esche avvelenate che nelle scorse settimane avevano generato forte allarme tra i residenti.
Determinante l’intervento dei Carabinieri Forestali del Nucleo di Umbertide, supportati dall’Unità Cinofila Antiveleno, che ha consentito di individuare e rimuovere ogni possibile residuo pericoloso. L’area è ora nuovamente sicura per cittadini e animali domestici.
Esche avvelenate a Montone: i fatti
L’allarme era scattato in seguito alla morte sospetta di alcuni animali domestici, in particolare cani e gatti. Come previsto dalle normative vigenti, le carcasse sono state sottoposte ad analisi presso l’Istituto Zooprofilattico di Perugia.
Gli esiti hanno confermato la presenza di un potente veleno, vietato in Italia e nell’Unione Europea dal 2003 per la sua elevata tossicità. La sostanza provoca gravi sofferenze e una morte rapida, causata da paralisi dei muscoli respiratori, convulsioni e soffocamento.
Intervento delle autorità e messa in sicurezza
A seguito degli accertamenti, sono state immediatamente attivate le procedure previste: le morti sono state denunciate alle autorità competenti e la Polizia Locale di Montone ha provveduto a delimitare e segnalare l’area a rischio, limitando temporaneamente la presenza di animali domestici.
Parallelamente, i Carabinieri Forestali hanno avviato le indagini per risalire al responsabile del gesto e attivato l’Unità Cinofila Antiveleno, specializzata nella ricerca di sostanze tossiche disperse nell’ambiente.
Soddisfazione del Comune di Montone
Soddisfazione è stata espressa dall’Amministrazione comunale per il rapido e coordinato intervento che ha permesso di ristabilire le condizioni di sicurezza nell’area di Faldo, tutelando la salute pubblica e il benessere degli animali.
Indagini in corso e sanzioni previste
Le indagini restano aperte e chi ha disseminato le esche avvelenate rischia conseguenze penali rilevanti. La normativa vigente prevede fino a tre anni di reclusione e sanzioni economiche che possono arrivare a 45.000 euro.
L’episodio riaccende l’attenzione sul fenomeno delle esche avvelenate, pratica illegale e pericolosa che mette a rischio non solo gli animali, ma anche l’intera comunità.















