Protocollo triennale firmato a Palazzo Cesaroni: abbonamenti gratuiti per favorire autonomia e percorsi di uscita da situazioni di violenza
Un passo concreto verso l’autonomia delle persone vittime di violenza. È stato firmato oggi, a Palazzo Cesaroni, un protocollo d’intesa triennale che introduce abbonamenti gratuiti per il trasporto pubblico locale destinati a chi è inserito nella rete regionale di prevenzione e contrasto alla violenza.
L’iniziativa, promossa dal consigliere regionale Fabrizio Ricci (Avs) con il sostegno della Giunta regionale e di Umbria Tpl e Mobilità, punta a rimuovere uno degli ostacoli più concreti nei percorsi di uscita dalla violenza: la difficoltà negli spostamenti.
Mobilità come diritto e strumento di libertà
Il progetto, denominato “In movimento contro la violenza”, nasce dall’ascolto delle esigenze delle associazioni del territorio, molte delle quali operano in aree periferiche e difficilmente raggiungibili.
“Una volta raccolta dalle associazioni la loro esigenza di poter usufruire di agevolazioni per spostarsi – ha spiegato Fabrizio Ricci – ho fatto da tramite con la Giunta e con Umbria Tpl e Mobilità, che in tempi rapidissimi ha dato risposta concreta”.

L’accordo è stato sottoscritto dall’assessore regionale Francesco De Rebotti, dai vertici di Umbria Tpl e Mobilità e da numerose realtà impegnate nella rete antiviolenza: Liberamente Donna, Associazione San Martino Impresa Sociale, Omphalos LGBTQIA+, Befree Coop Sociale e Associazione L’albero di Antonia.
Abbonamenti gratuiti: come funzionano
Il protocollo stabilisce modalità precise per l’utilizzo dei titoli di viaggio:
- gli abbonamenti sono destinati alle persone accolte nelle strutture antiviolenza;
- non sono nominativi, ma assegnati direttamente alle associazioni;
- la gestione avviene con il coordinamento del Centro Pari Opportunità;
- il numero degli abbonamenti è proporzionato alla capacità ricettiva delle strutture;
- possono essere utilizzati esclusivamente per finalità legate ai percorsi di autonomia;
- non sono cedibili né utilizzabili per scopi diversi da quelli previsti.
Un impegno che va oltre i numeri
A sottolineare il valore sociale dell’iniziativa è stato anche l’amministratore unico di Umbria Tpl e Mobilità, Emilio Giacchetti: “Siamo usciti un po’ dalla logica dei numeri per venire incontro anche finanziariamente alle richieste ricevute, contribuendo a non vanificare un percorso di vita proprio nell’ultimo miglio”.
Un modello di welfare territoriale
L’accordo rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, aziende pubbliche e terzo settore. Garantire la mobilità significa infatti favorire l’accesso ai servizi, al lavoro e alle opportunità di reinserimento sociale.
Con questo protocollo, l’Umbria rafforza il proprio impegno nel contrasto alla violenza, introducendo uno strumento pratico che può fare la differenza nei percorsi di uscita dalle situazioni di fragilità.




















