Incontro tra sindacati e lavoratori di Sangemini e Amerino

Per analizzare la situazione “delicata” dei siti produttivi umbri. Richiesta convocazione del tavolo di coordinamento nazionale con la dirigenza del gruppo
Acque Minerali

Si è aggravata la crisi produttiva, di liquidità e di gestione delle aziende di acque minerali del gruppo Ami.
 “Gli stabilimenti di San Gemini e Acquasparta, come quelli dell’intero gruppo Acque minerali d’Italia (Ami), nato nel 2018, vivono una situazione delicata. Ad oggi sono aperte delle trattative che tutti auspichiamo possano concludersi nel più breve tempo possibile e in maniera positiva per la totalità dei lavoratori del gruppo”. Questo l’auspicio dei sindacati umbri di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) dei lavoratori, in seguito all’incontro di martedì 28 gennaio, tra il coordinamento dei delegati degli stabilimenti di Sangemini e Amerino e i segretari generali Dario Bruschi (Fai-Cisl), Michele Greco (Flai-Cgil) e Daniele Marcaccioli (Uila-Uil).
Il coordinamento ha fatto una valutazione sull’andamento dei siti produttivi umbri, analizzando la situazione in cui sono chiamati a lavorare ogni giorno le lavoratrici e i lavoratori. “I lavoratori dello stabilimento, così come tutta la delegazione sindacale – aggiungono in una nota –, auspicano che dall’incontro del 6 febbraio alla presenza dell’ad Massimo Pessina, e dell’11 febbraio, in cui è previsto un tavolo di confronto in Regione con l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni e l’assessore all’agricoltura con delega alle acque minerali Roberto Morroni, possano giungere notizie concrete e confortanti per lo sviluppo degli stabilimenti e per la salvaguardia occupazionale. Inoltre, le strutture regionali delle organizzazioni sindacali invitano, vista la situazione, le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila a chiedere la convocazione del tavolo di coordinamento nazionale con la dirigenza del gruppo”.