Contrastare la desertificazione bancaria in Umbria, tutelare l’accesso al credito di famiglie e imprese e salvaguardare occupazione e servizi nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
Sono questi gli obiettivi del Protocollo d’Intesa sottoscritto oggi nel Salone d’Onore di Palazzo Donini da Regione Umbria, Anci Umbria e organizzazioni sindacali dei lavoratori del credito Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin. L’accordo, che avrà una durata di quattro anni, punta a costruire una strategia comune contro la progressiva riduzione degli sportelli bancari sul territorio regionale. Regione, Comuni e sindacati si impegnano a collaborare per garantire la qualità dei servizi, sostenere l’economia locale, affrontare le criticità del settore del credito e tutelare la stabilità occupazionale.
In Umbria sono state calcolate 53mila persone senza uno sportello nel proprio Comune, con una crescita del 10% nell’ultimo anno. Sono inoltre circa 3.400 le imprese che non dispongono più di una filiale bancaria nel proprio Comune, anche in questo caso con un incremento del 10%. Un Comune umbro su tre è oggi senza alcuno sportello bancario, mentre altri 24 Comuni ne conservano soltanto uno. Se la tendenza non verrà invertita, entro pochi anni oltre la metà dei Comuni della regione potrebbe rimanere senza filiali.

Il Protocollo è il risultato di un percorso di confronto avviato nella primavera del 2026 tra Regione Umbria, Anci Umbria e organizzazioni sindacali del credito, che ha consentito di individuare strumenti e obiettivi condivisi per arginare un fenomeno che interessa in maniera particolare i territori più piccoli e fragili.
Stefania Proietti ha sottolineato «È un fenomeno che incide profondamente sulla vita quotidiana delle persone e delle imprese, colpendo in particolare le aree interne, i borghi e i piccoli Comuni umbri, dove la chiusura di uno sportello significa spesso l’ultimo presidio di prossimità che viene meno».

Da qui, ha spiegato la presidente, la scelta di istituzioni e parti sociali di costruire «una risposta di sistema, la prima a livello nazionale, condivisa e non più affidata alla sola iniziativa dei singoli soggetti».
Proietti ha annunciato anche l’intenzione di portare l’esperienza umbra all’attenzione della Conferenza delle Regioni, affinché il modello possa diventare un riferimento per la sottoscrizione di accordi analoghi in altre realtà italiane.
«La Giunta regionale – ha aggiunto – si impegna a promuovere politiche di sostegno al credito e al lavoro, a coordinare queste azioni con le strategie già in campo per le aree interne e i piccoli borghi e a intervenire direttamente presso gli istituti di credito affinché mantengano una presenza territoriale adeguata alle esigenze di cittadini e imprese».
Un’azione alla quale saranno chiamati a contribuire anche i Comuni, intervenendo, ad esempio, nei confronti degli istituti di credito che gestiscono i rispettivi servizi di tesoreria.
Per il presidente di Anci Umbria, Federico Gori, l’accordo rappresenta «un ulteriore passo avanti verso la tutela del credito territoriale, un servizio che rappresenta un presidio fondamentale per le nostre comunità».
Gori ha ricordato l’impegno portato avanti da anni dalle istituzioni e da Anci Umbria contro lo spopolamento e l’invecchiamento demografico.
«Questo protocollo si inserisce pienamente in tale percorso – ha affermato – con l’obiettivo di preservare nei territori, soprattutto quelli più piccoli e fragili, la presenza di servizi essenziali».
L’intesa, secondo il presidente di Anci Umbria, consentirà di strutturare interventi concreti per mantenere attivi i servizi e individuare soluzioni capaci di rispondere alle differenti esigenze dei territori.
Nasce il Tavolo del Credito Regionale
Uno dei punti centrali del Protocollo è l’istituzione, entro sei mesi dalla firma, del Tavolo del Credito Regionale, al quale parteciperà anche Gepafin.
Il Tavolo avrà il compito di monitorare i flussi di finanziamento, favorire gli investimenti e contribuire a prevenire situazioni di crisi di liquidità sul territorio.
«L’Umbria è la prima Regione a istituire un Tavolo del Credito Regionale – ha evidenziato Proietti –. Mantenere i servizi bancari è essenziale per contrastare lo spopolamento delle aree interne».
Accanto al Tavolo sarà istituito anche un Osservatorio Regionale sull’attività bancaria, con il compito di seguire nel tempo l’evoluzione della desertificazione bancaria e più in generale della presenza degli istituti di credito sul territorio.
Tra le attività previste figura anche l’elaborazione di classifiche di sostenibilità delle banche presenti in Umbria, uno strumento destinato a valutare il rapporto degli istituti con il territorio e il tessuto economico e sociale regionale.
Le organizzazioni sindacali del credito, da parte loro, si impegnano a favorire il confronto sulle politiche regionali, collaborare alle attività di formazione e alla raccolta dei dati sulle dinamiche occupazionali e di mercato e monitorare le difficoltà nell’accesso al credito segnalate nei diversi territori.
Il Protocollo individua una serie di obiettivi strategici: contrastare la desertificazione bancaria e la conseguente perdita di servizi essenziali, sostenere l’occupazione e la qualità del lavoro nel settore, facilitare l’accesso al credito per famiglie e imprese e promuovere una maggiore responsabilità sociale degli istituti bancari.
Alle banche viene quindi chiesto di rafforzare la propria integrazione nel tessuto economico e sociale umbro, con particolare attenzione ai territori nei quali la presenza fisica degli istituti di credito rappresenta ancora un servizio essenziale per cittadini, anziani e attività economiche.
Regione, Anci e sindacati promuoveranno inoltre iniziative comuni di studio, ricerca e sensibilizzazione sui principali temi legati al credito e al lavoro bancario, insieme a programmi di formazione e riqualificazione professionale per gli addetti del settore, anche attraverso l’utilizzo di fondi europei e nazionali.
Un capitolo specifico dell’intesa riguarda infine i Comuni umbri maggiormente esposti al rischio di desertificazione bancaria, per i quali saranno studiate soluzioni mirate sulla base delle singole situazioni territoriali.
L’obiettivo è evitare che la progressiva scomparsa degli sportelli bancari si trasformi in un ulteriore fattore di isolamento per le aree interne e i piccoli centri dell’Umbria, contribuendo allo spopolamento e rendendo più difficile l’accesso ai servizi per cittadini e imprese.
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