Secondo gli organizzatori, circa mille persone hanno partecipato alla mobilitazione indetta dall’Usb. Al centro della protesta salari, affitti e guerra.
Perugia come tantissime altre città ha aderito allo sciopero generale indetto dall’Unione sindacale di base, con un corteo che da piazza Partigiani ha attraversato il centro storico fino alla stazione di Fontivegge. Secondo le stime degli organizzatori, alla manifestazione hanno preso parte circa mille persone, in prevalenza giovani.
Ad aprire il corteo, uno striscione portato dagli studenti: «Contro guerra, carovita e repressione strappiamogli il futuro». Una frase che ha riunito i temi della mobilitazione: la perdita del potere d’acquisto, il peso degli affitti e dei carburanti, la richiesta di aumenti salariali e l’opposizione all’economia di guerra.
I manifestanti hanno percorso viale Indipendenza, piazza Italia, via Baglioni e piazza IV Novembre, proseguendo poi verso piazza Fortebraccio e via Capitini. Il tragitto ha interessato anche l’area universitaria, collegando alcuni dei luoghi cittadini legati alla scuola e ai trasporti.
Tra le richieste rivolte al Governo, la riduzione dei prezzi e delle tariffe energetiche, interventi per alleggerire il costo di affitti e mutui e salari adeguati all’aumento del costo della vita. Sugli striscioni anche l’invito a ridurre le spese per gli armamenti e a fermare la guerra.

Una volta raggiunta la stazione di Fontivegge, un gruppo di partecipanti ha occupato i binari, provocando un’interruzione della circolazione ferroviaria. La permanenza sulla linea ha richiesto un ulteriore intervento delle forze dell’ordine. Intorno alle 13 l’area è stata completamente sgomberata e il traffico ferroviario è stato ripristinato.
Per la manifestazione, denominata “Blocchiamo tutto”, la Questura di Perugia aveva predisposto uno specifico servizio di ordine e sicurezza pubblica. Sul percorso erano presenti anche i carabinieri e la polizia locale, impegnati nelle attività di vigilanza e accompagnamento del corteo.
Sono in corso verifiche della Digos, con il supporto del Gabinetto provinciale di polizia scientifica, per identificare le persone coinvolte nell’occupazione dei binari e valutare eventuali responsabilità.













