La relazione del procuratore generale Sergio Sottani fotografa l’evoluzione dei fenomeni criminali. Preoccupano anche frodi informatiche, violenza di genere e infiltrazioni nell’economia
La criminalità in Umbria cambia volto, diventa più organizzata e si muove attraverso reti che superano i confini regionali e nazionali. Narcotraffico internazionale, frodi digitali, criminalità economica, violenza di genere e disagio giovanile sono i fenomeni che destano maggiore preoccupazione nel territorio regionale.
È il quadro delineato dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia, guidata da Sergio Sottani, nella relazione sull’attività giudiziaria del distretto umbro trasmessa al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione in vista dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2027.
Il documento, relativo al periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, anticipa alcuni dei principali dati che saranno approfonditi nel bilancio definitivo, raccogliendo i contributi delle Procure di Perugia, Terni e Spoleto e della Procura minorile.
L’Umbria non è più soltanto un mercato di consumo per gli stupefacenti, ma anche un territorio utilizzato per il deposito e il transito della droga destinata ad altre regioni. Parallelamente, aumentano la complessità delle organizzazioni criminali e la loro capacità di infiltrarsi nel tessuto economico e sociale.
Perugia, narcotraffico internazionale e sequestri fino a 65 chili di cocaina
Nel circondario di Perugia il fenomeno più preoccupante riguarda il consolidamento di gruppi criminali, soprattutto di matrice albanese, attivi nel traffico internazionale di stupefacenti.
Le indagini hanno evidenziato organizzazioni sempre più strutturate, dotate di gerarchie definite e di consistenti disponibilità economiche e logistiche. Un cambiamento testimoniato anche dalle dimensioni dei sequestri di cocaina, con quantitativi compresi tra 16 e 65 chilogrammi.
La posizione dell’Umbria favorisce l’utilizzo del territorio come punto di stoccaggio e smistamento verso altre aree del Paese. A preoccupare gli investigatori è anche il coinvolgimento di giovani italiani impiegati come corrieri della droga, spesso reclutati sfruttando situazioni di vulnerabilità economica.
La relazione segnala inoltre collegamenti tra operatori presenti nella regione e organizzazioni criminali attive nei settori dei carburanti, dell’energia, del GPL e del reinvestimento di capitali illeciti.
Sul versante digitale, i reati informatici contro il patrimonio hanno raggiunto 1.907 iscrizioni, confermando la crescente diffusione delle frodi commesse attraverso Internet.
Violenza di genere, 564 procedimenti a Perugia
Particolarmente significativo il quadro relativo ai reati di violenza domestica e di genere.
Nel periodo esaminato, la Procura di Perugia ha registrato 564 procedimenti riconducibili al Codice Rosso, formulando 190 richieste di misure cautelari, delle quali soltanto 12 sono state rigettate.
Numeri che evidenziano l’impegno dell’autorità giudiziaria nella tutela delle vittime e la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione, assistenza e protezione delle persone più vulnerabili.
Terni, aumentano droga e reati contro la pubblica amministrazione
Nel territorio ternano i procedimenti per stupefacenti sono passati da 206 a 241, con una crescente presenza di reti di spaccio organizzate, in alcuni casi collegate a circuiti di criminalità organizzata.
In aumento anche i delitti contro la pubblica amministrazione, passati complessivamente da 203 a 289 procedimenti. La relazione precisa che si tratta prevalentemente di condotte commesse da privati ai danni della pubblica amministrazione.
Tra le criticità emergono le aggressioni al personale penitenziario, fenomeno sul quale incidono anche le condizioni di sovraffollamento degli istituti.
La violenza di genere rimane una priorità investigativa, nonostante la diminuzione delle iscrizioni complessive per i reati del Codice Rosso.
Nel circondario ternano è stato inoltre contestato per la prima volta il nuovo delitto di femminicidio nella forma tentata e aggravata, con l’applicazione della nuova aggravante relativa alle condotte di dominio e controllo sulla donna.
Spoleto e Foligno, crescono spaccio e violenza domestica
Anche nel circondario di Spoleto emerge un sensibile aumento dei reati legati agli stupefacenti. Le iscrizioni sono passate da 74 a 127, mentre nel territorio di Foligno le indagini hanno portato all’individuazione di una raffineria di cocaina.
Restano numerose le truffe online e i reati contro il patrimonio, ai quali si affianca una crescita della criminalità informatica e degli illeciti fiscali e societari.
Particolarmente rilevanti i dati sulla violenza di genere: 405 procedimenti, di cui 203 per maltrattamenti in famiglia, 149 per atti persecutori e 53 per violenza sessuale.
Un quadro che conferma la necessità di mantenere elevata l’attenzione sui fenomeni di violenza nelle relazioni familiari e affettive.
Criminalità minorile, più gravi i reati commessi dai giovani
Uno dei capitoli più delicati della relazione riguarda la giustizia minorile.
I procedimenti penali sono passati dai 706 dell’anno precedente a 720, ma a destare particolare allarme è soprattutto la gravità delle condotte contestate.
Tra i procedimenti figurano due casi di tentato omicidio, due per terrorismo, 48 rapine e 10 estorsioni. La Procura minorile segnala inoltre una significativa diffusione di armi e oggetti atti a offendere.
Preoccupano anche i reati sessuali, la pornografia minorile e virtuale e le forme di violenza tra coetanei.
Internet e i social network assumono un ruolo sempre più rilevante nelle dinamiche di bullismo, aggressività, isolamento e sopraffazione.
La relazione sottolinea come il contrasto alla criminalità minorile non possa limitarsi alla risposta giudiziaria. Occorre intervenire prima che il disagio si trasformi in violenza, attraverso il coinvolgimento delle famiglie, della scuola, dei servizi sociali e delle strutture sanitarie.
La strategia della Procura Generale contro le nuove forme di criminalità
Di fronte a fenomeni sempre più complessi, la Procura Generale di Perugia ha rafforzato il coordinamento tra gli uffici giudiziari del distretto attraverso protocolli, direttive e strumenti comuni di collaborazione investigativa.
Tra le principali iniziative figurano il nuovo protocollo distrettuale contro criminalità organizzata, terrorismo e reati informatici, gli accordi per la tutela dei minori coinvolti in contesti criminali e la ricerca Giovani e territorio, realizzata con l’Università degli Studi di Perugia attraverso l’analisi di 601 sentenze minorili.
Particolare attenzione viene dedicata anche al contrasto della violenza di genere, con il rafforzamento della collaborazione tra magistratura, psicologi, servizi sociali, strutture sanitarie e centri antiviolenza.
Sul fronte della sicurezza del lavoro è stato istituito, insieme alla Procura Generale di Ancona, un Osservatorio interdistrettuale sul caporalato e sugli infortuni.
Un’ulteriore novità riguarda la costituzione presso la Procura Generale del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria per Umbria e Marche, primo organismo di questo tipo in Italia con sede presso una Procura Generale.
Sottani: una risposta coordinata ai cambiamenti della criminalità
Il messaggio che emerge dalla relazione è la necessità di superare risposte investigative frammentate, favorendo una maggiore condivisione delle informazioni tra gli uffici giudiziari.
L’obiettivo indicato dalla Procura Generale è riconoscere tempestivamente l’evoluzione dei fenomeni criminali, prevenire nuove emergenze e costruire strategie comuni di contrasto.
L’Umbria conserva una solida capacità di reazione istituzionale, ma deve confrontarsi con organizzazioni criminali più mobili, strutturate e capaci di adattarsi ai cambiamenti economici e tecnologici.
È questa la fotografia che Sergio Sottani consegna alla magistratura nazionale in vista dell’Anno giudiziario 2027: una regione nella quale la sicurezza richiede non soltanto un’efficace azione repressiva, ma anche prevenzione, cooperazione istituzionale e attenzione alle fragilità sociali.













