Il presidio nell’ex convento della Santissima Annunziata si prepara ad accogliere nuovi servizi, tra cui Medicina con 14 posti letto, day surgery e dialisi. Completamento dei lavori previsto per la primavera 2027
A dieci anni esatti dalla violenta scossa del 30 ottobre 2016, Norcia compie un passo decisivo verso il pieno recupero del suo ospedale. Il presidio sanitario ospitato nell’ex convento della Santissima Annunziata, gravemente danneggiato dal terremoto, torna progressivamente a disposizione della comunità con spazi riqualificati, nuove tecnologie e servizi destinati a rafforzare l’assistenza sanitaria in Valnerina.
L’intervento, finanziato con 15 milioni e 629mila euro, ha consentito di recuperare lo storico complesso cinquecentesco e di adeguarlo alle esigenze della sanità moderna. Diversi servizi sono già operativi, mentre il completamento dei lavori è previsto per la primavera del 2027.
La struttura è stata visitata questa mattina, venerdì 30 ottobre, nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Regione Umbria per il decennale del sisma. Alla cerimonia hanno partecipato la presidente della Regione Stefania Proietti, il prefetto di Perugia Paolo Canaparo, il commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera e il direttore generale dell’Usl Umbria 2 Roberto Noto.

La delegazione istituzionale, accompagnata dalla direttrice del Distretto della Valnerina Simona Marchesi e dal direttore regionale Gianluca Fagotti, ha visitato il Primo Soccorso, la Casa di Comunità, gli ambienti destinati alla degenza, la Radiologia, gli spazi della dialisi e il chiostro storico attualmente interessato dagli interventi di riqualificazione.
Un ospedale più sicuro e nuovi servizi sanitari
Il recupero dell’ex convento della Santissima Annunziata ha richiesto interventi particolarmente complessi, trattandosi di un edificio storico sottoposto a vincolo culturale. Le opere hanno permesso di raggiungere un livello di sicurezza sismica pari almeno a 0,9, attraverso il consolidamento strutturale, l’ammodernamento degli impianti e l’adeguamento degli ambienti alle necessità sanitarie.
Il presidio mantiene la classificazione di ospedale di zona disagiata, con Pronto Soccorso integrato e Radiologia, e sarà potenziato con un reparto di Medicina dotato di 14 posti letto, un servizio di day surgery con un posto letto, una dialisi con cinque postazioni e ambulatori dedicati alla Medicina di iniziativa.
Particolarmente importante è l’attivazione della dialisi, che consentirà ai pazienti della Valnerina di ricevere le cure vicino alla propria abitazione, riducendo la necessità di trasferimenti verso altri ospedali della regione.
Un milione dal Kuwait per le apparecchiature mediche
Il potenziamento dell’ospedale riguarderà anche le dotazioni tecnologiche. Grazie alla donazione di un milione di euro effettuata dallo Stato del Kuwait durante l’emergenza terremoto, è previsto l’acquisto di 15 apparecchiature sanitarie per un investimento di circa 900mila euro.
Tra le nuove attrezzature figurano una Tac, un mammografo, un ecocardiografo con sonda pediatrica e un sistema di videoendoscopia. Strumenti destinati a migliorare le capacità diagnostiche del presidio e ad ampliare le prestazioni disponibili sul territorio.
Nello stesso complesso, dal 4 giugno scorso, è già operativa la Casa di Comunità hub, realizzata con un finanziamento Pnrr di quasi 200mila euro. La struttura ospita il Centro unico di prenotazione, il Punto unico di accesso, ambulatori di medicina generale e specialistica e spazi riservati alle attività del terzo settore.

Proietti: «Si chiude la stagione dell’emergenza»
Per la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il recupero dell’ospedale rappresenta uno dei risultati più significativi del percorso di ricostruzione avviato dopo il terremoto.
«Dieci anni fa, in questo stesso giorno, la terra ha tremato e ha ferito il cuore della Valnerina. Oggi cominciamo a restituire a Norcia il suo ospedale, più sicuro, più moderno e più vicino alle persone», ha dichiarato la presidente.
Proietti ha sottolineato come la ricostruzione debba essere valutata soprattutto attraverso il ritorno dei servizi essenziali e il miglioramento delle condizioni di vita dei residenti.
«Per noi non è solo la visita di un edificio, è la prova che la ricostruzione si misura nella vita quotidiana delle comunità: un anziano che fa la dialisi a pochi minuti da casa, una famiglia che trova assistenza senza dover attraversare l’Appennino, un territorio che smette di sentirsi periferia».
La presidente ha quindi ribadito l’impegno della Regione per la sanità di prossimità, ringraziando le istituzioni coinvolte nella ricostruzione, gli operatori sanitari e lo Stato del Kuwait per il contributo economico.
«Qui si chiude definitivamente la stagione dell’emergenza e comincia il futuro della Valnerina», ha concluso.
Usl Umbria 2: «Un traguardo importante per la Valnerina»
Anche il direttore generale dell’Usl Umbria 2, Roberto Noto, ha evidenziato il valore dell’intervento, sottolineando le caratteristiche della struttura recuperata sotto il profilo della sicurezza antisismica, della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica.
«L’apertura di questo presidio ospedaliero rappresenta un traguardo importante per la sanità della Valnerina, grazie alla realizzazione di strutture d’avanguardia», ha affermato Noto.
Il direttore generale ha posto particolare attenzione all’integrazione tra assistenza ospedaliera e servizi territoriali, che sarà rafforzata anche attraverso gli ambulatori di Medicina di iniziativa.
Il ritorno dell’ospedale rappresenta così un passaggio fondamentale per Norcia e per l’intera Valnerina, un territorio che, a dieci anni dal terremoto, continua il percorso di ricostruzione non soltanto degli edifici, ma anche dei servizi indispensabili alla vita delle comunità.













