Dopo la rinuncia al ricorso e il riscontro tecnico della Regione, il Comune può proseguire l’iter per il permesso di costruire. Separata la partita sui posti letto
«Lo stadio-clinica si farà». Stefano Bandecchi esulta sui social dopo il nuovo passaggio amministrativo che riguarda il progetto collegato al nuovo stadio Liberati. Il sindaco di Terni sostiene di avere finalmente «i permessi in mano» e rivendica come una vittoria il risultato raggiunto dopo il lungo confronto con la Regione Umbria.
Nel video Bandecchi parla della possibilità di realizzare una clinica da 80 posti più 42 e paragona l’esito della vicenda a una partita vinta «7-1», sostenendo che Terni potrà avere sia il nuovo stadio sia la struttura sanitaria. L’annuncio arriva dopo la decisione del Comune di non impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar e dopo il successivo pronunciamento degli uffici regionali.
Per comprendere la portata della novità, tuttavia, occorre distinguere l’annuncio del sindaco dai diversi passaggi amministrativi. La Regione Umbria, nella nota diffusa il 10 settembre, ha spiegato che il proprio servizio competente si è espresso sulla conformità rispetto alla pianificazione vigente, concludendo l’adempimento tecnico previsto dal regolamento regionale. A seguito di questo passaggio, spetta ora al Comune di Terni proseguire l’iter relativo al permesso di costruire.
La situazione si è sbloccata dopo che Palazzo Spada ha rinunciato a portare davanti al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar aveva accolto il ricorso della Regione contro la determina comunale del luglio 2025. Il nodo riguardava, in particolare, la competenza sulla verifica della compatibilità della struttura sanitaria con la programmazione regionale. Già a giugno la Regione aveva spiegato di non poter esprimere il proprio parere fino al passaggio in giudicato della sentenza del Tar.
La rinuncia all’impugnazione ha quindi consentito di superare quel passaggio e di seguire il percorso delineato dalla decisione dei giudici amministrativi. Da qui il nuovo pronunciamento tecnico della Regione e la possibilità per il Comune di andare avanti con gli adempimenti di propria competenza.
È su questo risultato che Bandecchi fonda il suo annuncio. «Abbiamo ottenuto la possibilità di fare un nuovo stadio e una nuova clinica», afferma il sindaco, che sostiene inoltre che i relativi permessi avrebbero dovuto essere disponibili già dal 2023.
Questo, però, non significa che ogni aspetto della futura clinica sia già definito. La stessa Regione ha precisato che accreditamento e convenzionamento dei posti letto rappresentano una partita separata e non sono automaticamente determinati dalla procedura amministrativa che consente di proseguire verso il permesso di costruire.
In sostanza, le posizioni della Regione e di Bandecchi non sono necessariamente in contraddizione. Palazzo Donini rivendica la correttezza del percorso giuridico seguito e sottolinea che il Comune si è adeguato alla procedura indicata dopo la sentenza del Tar. Il sindaco, invece, guarda al risultato raggiunto al termine di quel percorso e lo presenta come il definitivo sblocco del progetto.
Rimane quindi da seguire la prosecuzione dell’iter comunale per il permesso di costruire, mentre sul versante strettamente sanitario restano distinti i successivi passaggi relativi all’accreditamento e al convenzionamento dei posti letto.













