Ritardo preoccupante sul Calendario venatorio

Il presidente di Federcaccia scrive all’assessore regionale Morroni "La mancata approvazione blocca anche il piano dei prelievi dei cervidi"
Perugia

Federcaccia Umbra è preoccupata per il ritardo dell’approvazione del Calendario venatorio 2020-2021 da parte della Regione. Tale slittamento non consentirebbe l’avvio della stagione dei prelievi in caccia di selezione dei cervidi nella nostra regione.
"La caccia di selezione, di solito – dice il presidente Giovanni Selvi – è praticata da un target di cacciatori...Una lettera indirizzata all'assessore regionale Morroni e ai dirigenti della Regione Umbria per il nuovo calendario venatorio. Lettera firmata dal presidente di Federcaccia Umbria Giovanni Selvi perché l'associazione è "preoccupata per il ritardo dell'approvazione del Calendario Venatorio 2020-2021, che non consente l'avvio della stagione dei prelievi in caccia di selezione dei cervidi nella nostra Regione. La caccia di selezione di solito, è praticata da un target di cacciatori particolarmente appassionati per cultura e conoscenze approfondite sulle specie selvatiche, la loro biologia, gli habitat e la loro interazione con le altre specie animali, non escluse le attività antropiche dell'uomo e, anche nella nostra regione, registriamo che coloro che la praticano la affrontano con questo spirito. Proprio per questi aspetti assume grande importanza un approccio con l'impostazione della gestione, spesso conservativa, della specie oggetto di prelievo venatorio. Per quanto detto sopra la Federcaccia Umbra rimane sorpresa per il ritardo con cui, con Ispra, si sta affrontando la valutazione di condivisione del Calendario venatorio 2020-2021, per iniziare l'attività del Piano di prelievo già approvato che, lo ricordiamo, deve seguire dei periodi biologici delle specie sui quali non dovrebbero esserci deroghe. Pertanto, ogni giorno di ritardo dell'inizio della stagione per il prelievo dei cervidi porterà sicuramente a complicare gli obiettivi del piano stesso. Perciò, oltre a sollecitare la Regione per quanto di competenza, come già in qualche modo trapelato, vorremmo che si prendesse in considerazione, per il recupero del tempo, non la coda al secondo periodo (perché proprio ad ottobre inizia la caduta dei palchi, risultando difficoltosa la distinzione tra i sessi), bensì anticipando la ripresa di agosto, in modo da avere qualche giorno di calma senza sovrapposizioni con altre forme di caccia. Alla luce di quanto sta succedendo crediamo sia opportuno valutare procedure esaustive, condivisibili con Ispra, che contengano la pianificazione dei prelievi per distretto e i periodi di prelievo, in modo da svincolare il piano autorizzativo della caccia di selezione dal Calendario Venatorio, che spesso ha percorsi, esigenze e considerazioni temporali diverse".