Confindustria Umbria ed ESG89 riuniscono quattro grandi realtà imprenditoriali. Al centro prevenzione, sostegno alle famiglie e conciliazione tra vita e lavoro
Il welfare aziendale come risposta concreta ai bisogni dei lavoratori e strumento per rafforzare la competitività delle imprese. Dalla prevenzione sanitaria al sostegno psicologico, dai servizi educativi per i figli agli aiuti nella gestione degli impegni quotidiani: sono numerose le iniziative che le aziende stanno sviluppando per migliorare il benessere delle persone e favorire un migliore equilibrio tra vita privata e professionale.
Questi i temi al centro di “Italia Mediana. Il welfare del futuro e le migliori pratiche”, l’incontro organizzato da Confindustria Umbria in collaborazione con ESG89, che si è svolto lunedì 12 ottobre nell’Auditorium dell’associazione a Perugia.
L’appuntamento ha messo a confronto le esperienze di Meccanotecnica Umbra, Canali, Gruppo Fileni e AbbVie Italia, evidenziando come gli investimenti nel capitale umano possano contribuire anche ad attrarre nuovi talenti e rafforzare il legame tra aziende e territorio.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, che ha sottolineato l’importanza di estendere queste pratiche anche alle piccole e medie imprese.

«Il capitale più grande delle nostre imprese è quello umano, fatto di persone che crescono in competenze, passione e dedizione e contribuiscono allo sviluppo delle aziende e del territorio», ha affermato Urbani. Investire nel benessere dei dipendenti significa anche creare le condizioni per trattenere i giovani e affrontare le trasformazioni demografiche, particolarmente rilevanti in una regione caratterizzata dalla presenza di numerose aree interne.

Tra le esperienze presentate, quella di Meccanotecnica Umbra, illustrata dal presidente Carlo Pacifici, anche consigliere delegato di Confindustria Umbria al Capitale umano, Sicurezza sul lavoro e Welfare. L’azienda ha sviluppato un sistema di servizi partendo dall’ascolto dei dipendenti e dalla necessità di liberare tempo da dedicare alla salute e alla famiglia.
Sono così nati il servizio di lavanderia, il maggiordomo aziendale, gli screening sanitari gratuiti, uno sportello psicologico e l’Educenter, uno spazio educativo aperto anche alla comunità locale. La struttura accoglie complessivamente cento bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni nelle attività invernali ed estive. Dall’agosto 2024 l’azienda sostiene il progetto con risorse proprie, mentre dal 2027 è previsto un percorso dedicato alla prevenzione del disagio giovanile.
Un diverso modello è stato illustrato da Andrea Bensi, Group HR & Organization Director di Canali. L’azienda di abbigliamento maschile di alta gamma integra le misure di welfare con il sistema premiante, incentivando la conversione dei premi di risultato in servizi per i lavoratori. Prevista anche la possibilità di dedicare due giornate all’anno ad attività di volontariato, con costi sostenuti dall’azienda.
La vicepresidente Roberta Fileni ha presentato le iniziative del Gruppo Fileni, concentrate sulla prevenzione oncologica, sul sostegno alla genitorialità e sulla formazione. Un sistema costruito anche attraverso l’ascolto delle esigenze dei dipendenti, che si accompagna agli investimenti industriali del gruppo in Umbria, nei siti di Spoleto, Amelia e Fossato di Vico.
Per AbbVie Italia, il responsabile delle Relazioni industriali Stefano Zirillo ha illustrato un approccio che comprende misure economiche, assistenza sanitaria, sostegno alle famiglie ed educazione finanziaria. Il welfare rappresenta inoltre uno degli elementi centrali del nuovo contratto integrativo aziendale, attualmente in fase di negoziazione.
All’incontro, moderato dal presidente di ESG89 Group Giovanni Giorgetti, è intervenuto anche Marco Calabrò, capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

vicepresidente nazionale di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali.
A concludere i lavori è stato Maurizio Marchesini, vicepresidente nazionale di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali, che ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione e sulla progressiva riduzione delle persone in età lavorativa.
«Il nostro Paese sta vivendo una trasformazione demografica profonda», ha osservato Marchesini, evidenziando come nei prossimi anni aumenteranno i bisogni di assistenza mentre le risorse pubbliche saranno sottoposte a pressioni crescenti.

Da qui la necessità di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato, valorizzando gli strumenti costruiti attraverso la contrattazione collettiva, dalla previdenza complementare alla sanità integrativa. Marchesini ha inoltre ribadito le riserve espresse da imprese e sindacati sulla portabilità del contributo datoriale, sottolineando l’importanza di tutelare un sistema che coinvolge oltre quattro milioni di lavoratori.
«Il welfare è un investimento sul capitale più prezioso che abbiamo, non una voce di costo», ha concluso il vicepresidente di Confindustria, indicando nella collaborazione tra istituzioni, imprese e lavoratori la strada per costruire un sistema di protezione sociale capace di affrontare le sfide future.














