Il caro carburanti mette in difficoltà le aziende umbre. Il sindacato chiede interventi urgenti a Regione e Governo e si esprime anche su aeroporto e alta velocità.
Il forte aumento del prezzo dei carburanti sta mettendo sotto pressione il settore del trasporto merci e della logistica in Umbria, con possibili conseguenze sull’occupazione e sulla continuità delle attività produttive. Secondo la Filt Cgil Umbria, oltre mille lavoratori sarebbero esposti al rischio di perdere il posto di lavoro, mentre diverse aziende incontrerebbero difficoltà nel sostenere i costi dei rifornimenti.
L’allarme è stato lanciato lunedì 26 ottobre, durante una conferenza stampa organizzata nella sede della Cgil Umbria a Perugia. A illustrare la situazione sono stati il segretario generale della Filt Cgil regionale, Ciro Zeno, e i segretari Stefano Maiarelli e Sandro Gentili.
L’incontro è stato anche l’occasione per affrontare alcune delle principali questioni legate ai trasporti e alle infrastrutture regionali: i rapporti tra l’aeroporto dell’Umbria e le compagnie aeree, il progetto della stazione alta velocità Medio Etruria e le condizioni di sicurezza della strada statale 448 Baschi-Todi.
Consegne sempre più onerose, le imprese faticano a rifornire i mezzi
La preoccupazione maggiore riguarda le aziende impegnate nella distribuzione delle merci. L’aumento del prezzo del carburante, indicato dal sindacato in 2,30 euro al litro, starebbe rendendo economicamente insostenibili numerose attività di trasporto.
In Umbria, dove le consegne devono spesso raggiungere località distanti dai principali centri urbani, i corrieri possono percorrere decine di chilometri per recapitare un singolo pacco. Una situazione che, secondo la Filt Cgil, riduce ulteriormente i margini delle imprese.
«Con il carburante a 2,30 euro al litro il sistema delle consegne porta a porta non regge più in Umbria», ha spiegato Zeno.
Il problema non interesserebbe soltanto le piccole aziende. Anche operatori di maggiori dimensioni, secondo quanto riferito dal sindacato, starebbero incontrando difficoltà nel rifornimento dei furgoni e degli altri mezzi utilizzati per le consegne.
La Filt Cgil segnala inoltre una riduzione della circolazione dei camion e le prime criticità nell’approvvigionamento di merci e materie prime. In alcuni distributori umbri, sempre secondo l’organizzazione sindacale, si sarebbero verificate situazioni di indisponibilità del gasolio.
«Servono aiuti come quelli previsti per l’agricoltura»
Di fronte alle difficoltà del comparto, il sindacato chiede interventi economici immediati da parte del Governo e della Regione Umbria, per scongiurare una crisi occupazionale.
Il riferimento è al provvedimento regionale da circa 4,5 milioni di euro destinato alle imprese agricole, che prevede un contributo di 30 centesimi per ogni litro di gasolio agricolo acquistato tra giugno e ottobre 2026.
Una misura che la Filt Cgil giudica positivamente e che vorrebbe vedere estesa, attraverso strumenti analoghi, anche alle aziende del trasporto merci.
Zeno ha sottolineato come la crisi energetica possa produrre effetti di lunga durata, rendendo necessario un sostegno pubblico capace di garantire la sopravvivenza delle imprese e la tutela dei lavoratori.
Il segretario ha inoltre criticato le scelte di spesa del Governo, sostenendo che maggiori risorse dovrebbero essere indirizzate al sostegno delle attività economiche anziché all’acquisto di armamenti.
Aeroporto dell’Umbria, il sindacato contesta le pressioni delle compagnie
Nel corso della conferenza stampa è stata affrontata anche la vicenda dell’aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi, al centro del confronto tra istituzioni e Ryanair sulla questione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco.
La compagnia aveva chiesto l’abolizione dell’imposta come condizione per favorire lo sviluppo di nuovi collegamenti, ma la Regione non ha accolto la richiesta.
La Filt Cgil ha espresso una posizione critica nei confronti del potere contrattuale esercitato dai grandi vettori internazionali.
«Non è possibile che un’azienda che fa trasporto aereo decida le dinamiche finanziarie in un’intera Regione, con richieste abnormi. Non può essere questo il metodo», ha dichiarato Zeno.
Secondo il sindacato, rinunciare a circa due milioni di euro di entrate fiscali avrebbe senso soltanto a fronte di benefici economici equivalenti per il territorio, in termini di crescita del Pil regionale e maggiore permanenza dei visitatori.
Benefici che, a giudizio della Filt Cgil, non sarebbero garantiti dall’attuale modello di traffico turistico, caratterizzato anche da soggiorni molto brevi.
Zeno ha quindi richiamato la necessità di una compagnia aerea nazionale capace di ridurre la dipendenza degli aeroporti italiani dai grandi operatori internazionali, criticando anche le polemiche politiche sviluppatesi intorno alla vicenda dello scalo perugino.
Alta velocità, la Filt Cgil rilancia il collegamento con Chiusi
Sulla futura stazione alta velocità Medio Etruria, il sindacato conferma la propria contrarietà alla localizzazione a Creti.
Secondo Zeno, la realizzazione di una nuova infrastruttura in quell’area comporterebbe costi elevati senza offrire vantaggi concreti alla mobilità degli umbri.
La proposta alternativa consiste nel potenziamento della stazione esistente di Chiusi-Chianciano Terme, accompagnato dalla realizzazione di una bretella ferroviaria tra Borghetto e Castiglione del Lago.
L’intervento consentirebbe, secondo il progetto sostenuto dalla Filt Cgil, di collegare più rapidamente Perugia alla stazione toscana, evitando le operazioni di cambio banco dei treni a Terontola.
Il sindacato propone inoltre una coppia di collegamenti ferroviari con fermata a Orvieto, per migliorare l’accessibilità dell’alta velocità anche ai territori dell’Umbria meridionale.
Resta centrale, nella posizione dell’organizzazione, anche il problema dei disservizi ferroviari che interessano quotidianamente i pendolari, per i quali vengono richiesti interventi concreti sul funzionamento dei collegamenti esistenti.
Sicurezza stradale, attenzione sulla statale Baschi-Todi
Un’ultima richiesta riguarda la strada statale 448 Baschi-Todi, interessata da un intenso traffico di mezzi pesanti.
La Filt Cgil considera urgente un intervento straordinario per migliorare la sicurezza del tracciato, segnalando condizioni di pericolo sia per gli automobilisti sia per gli autisti di autobus e camion.
Secondo l’organizzazione sindacale, il volume di traffico commerciale che percorre quotidianamente la strada rende necessari lavori capaci di ridurre i rischi per tutti gli utenti.
La conferenza stampa si è conclusa con la richiesta di una maggiore attenzione istituzionale verso il sistema regionale dei trasporti, considerato un settore essenziale non soltanto per la mobilità delle persone e delle merci, ma anche per la competitività delle imprese e la salvaguardia dell’occupazione.














