Inchiesta a Perugia su presunta setta “Conoscenza è libertà”: isolamento degli adepti, riti esoterici e oltre 500mila euro raccolti
Un’inchiesta dai contorni sempre più inquietanti scuote l’Umbria e gli abitanti di Pietralunga, dove la Procura di Perugia sta facendo luce su una presunta associazione per delinquere attiva all’interno dell’organizzazione “Conoscenza è libertà”, riconosciuta come ente del terzo settore solo pochi mesi fa, nel febbraio 2025.
Al centro delle indagini un uomo, Alfredo Mangone, calabrese, affiancato dalla compagna moldava Tatiana Ionel, entrambi oggi detenuti nel carcere di Perugia. I due, secondo gli inquirenti, sarebbero i promotori di una struttura organizzata capace di attrarre adepti attraverso pratiche spirituali alternative, poi sfociate – secondo le accuse – in truffe, estorsioni e abusi.

Il quadro delineato dalla squadra mobile è quello di una comunità chiusa e isolata nelle campagne umbre, dove il leader si sarebbe presentato come un “guerriero della luce”, arrivando, secondo alcune testimonianze, ad attribuirsi una natura superiore, quasi divina. Insieme alla compagna, utilizzava nomi esoterici e un linguaggio che mescolava riferimenti religiosi, filosofia antica e spiritualità contemporanea per costruire una forte presa psicologica sui seguaci.
Le indagini parlano di un sistema strutturato di manipolazione mentale. Il primo passo per entrare nel gruppo sarebbe stato il progressivo allontanamento da familiari e amici, considerati ostacoli al percorso di “purificazione”. Una volta isolati, gli adepti diventavano sempre più vulnerabili e dipendenti dalle direttive dei leader.

In questo contesto sarebbero stati organizzati rituali nei boschi umbri, alcuni dei quali descritti come particolarmente estremi: simulazioni di morte con sepolture in fosse scavate nel terreno, ingestione di sostanze e pozioni, talvolta anche con l’uso di stupefacenti che avrebbero provocato malori. Pratiche che, secondo le testimonianze raccolte, venivano giustificate come tappe necessarie per la crescita spirituale.
Parallelamente emerge un consistente flusso di denaro. Gli investigatori hanno documentato versamenti e donazioni per oltre 500mila euro, ma ritengono che il volume reale possa essere molto più ampio. Gli adepti sarebbero stati spinti a contribuire economicamente con quote mensili, trasformate in alcuni casi in vere e proprie pressioni psicologiche. Chi si opponeva o tentava di allontanarsi veniva, secondo l’accusa, minacciato di conseguenze negative, anche per i propri familiari.

Non solo denaro: tra i beni acquisiti figurerebbero anche gioielli e auto di lusso. I seguaci, inoltre, sarebbero stati impiegati gratuitamente nei lavori di ristrutturazione di un casolare a Pietralunga, attività presentate come parte di un percorso rituale di “purificazione”.
Il capitolo più delicato riguarda le accuse di violenza sessuale. Secondo quanto emerso, il leader avrebbe sfruttato la propria posizione dominante per imporre rapporti presentati come necessari per il raggiungimento di un livello superiore di consapevolezza. Le presunte vittime, in uno stato di forte soggezione psicologica, avrebbero ritenuto impossibile opporsi.
La difesa respinge le accuse, sostenendo che si trattasse di rapporti consenzienti, avvenuti anche in contesti privati e non coercitivi. Una versione che però gli inquirenti mettono in dubbio, ritenendo che il consenso fosse compromesso dalla manipolazione esercitata all’interno del gruppo.
Oltre alla coppia, altri due uomini sono stati raggiunti da provvedimenti: uno è già detenuto a Poggioreale, mentre un altro risulta irreperibile. Due ulteriori soggetti sono indagati a piede libero con ruoli considerati marginali. Si tratta, al momento, di fermi di indiziati di delitto, ora al vaglio del giudice per la convalida.
Le indagini proseguono per chiarire l’intera rete, individuare eventuali complici e verificare il coinvolgimento di altre persone, anche all’estero. Nel frattempo si attende l’estradizione di un quarto componente della presunta organizzazione, attualmente localizzato in Francia.













