Presentato a Palazzo Donini il progetto da 100mila euro che si apre anche alle studentesse. La Regione conferma il sostegno alla Fondazione
La mancanza di autonomia economica può diventare una delle catene che impediscono a una donna di sottrarsi a situazioni di violenza e sopraffazione. È da questa consapevolezza che nasce “Sostegno Donna ’26”, il progetto della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura Ets presentato oggi, mercoledì 7 ottobre, nella Sala d’Onore di Palazzo Donini a Perugia.
Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente della Fondazione Fausto Cardella e i rettori Massimiliano Marianelli, dell’Università degli Studi di Perugia, e Valerio De Cesaris, dell’Università per Stranieri di Perugia.
Cardella ha spiegato le ragioni alla base dell’iniziativa partendo anche dalla propria esperienza professionale e dai casi di violenza incontrati nel corso degli anni. «È difficile spezzare un legame con un uomo – ha osservato – perché ci sono i figli, ma soprattutto, almeno nella mia esperienza, perché non hai l’autonomia economica». Quando si dipende da un’altra persona per il proprio mantenimento, ha aggiunto, una donna può essere indotta a cercare una riappacificazione anche in presenza di situazioni di sopraffazione.

Un tema ripreso dalla presidente Proietti, che ha parlato espressamente di violenza economica. «Spesso c’è una violenza che può anche non essere fisica e psicologica, ma economica. Anche quella è una violenza», ha sottolineato, definendola una «violenza invisibile» contro la quale occorre offrire strumenti concreti di sostegno.
Proietti ha inoltre annunciato che proprio nella seduta di oggi la Giunta regionale ha deliberato il contributo annuale 2026 alla Fondazione, pari a 200mila euro. «Per noi 200mila euro all’anno per la Fondazione sono tante vite salvate», ha detto la presidente, sottolineando il ruolo svolto dall’ente nell’assistenza alle persone che attraversano situazioni di forte difficoltà economica.
La presidente ha quindi rivolto un appello anche ai mezzi di informazione affinché venga fatta conoscere il più possibile l’attività della Fondazione. Troppo spesso, ha osservato, cittadini e donne in difficoltà non sanno quali strumenti possono essere messi a loro disposizione.
Il progetto si apre alle studentesse
La principale novità di Sostegno Donna ’26 è l’estensione degli interventi alle studentesse dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università per Stranieri. Per loro il requisito della residenza in Umbria viene sostituito dall’iscrizione a uno dei due atenei, consentendo quindi l’accesso anche alle giovani provenienti da altre regioni o dall’estero.
Il progetto dispone complessivamente di circa 100mila euro, destinati a sostenere donne in condizioni di fragilità attraverso il pagamento di piccoli debiti e di spese urgenti e indifferibili, comprese quelle sanitarie e quelle necessarie al ripristino delle utenze essenziali.
Cardella ha sottolineato anche il valore della collaborazione tra le istituzioni regionali. «Ciò che va bene all’Università degli Studi di Perugia deve andar bene alla Stranieri, deve andar bene anche a noi, alla Regione: dobbiamo cooperare tutti», ha affermato.
Gli interventi della Fondazione seguono inoltre il principio dell’«assistenza, ma non assistenzialismo»: le somme ricevute vengono restituite dai beneficiari, secondo modalità sostenibili, e successivamente rimesse in circolo per finanziare nuovi interventi. «Chi è stato aiutato – ha spiegato Cardella – a sua volta, rimborsando, aiuterà gli altri».
Nel corso della conferenza è stato richiamato anche il lavoro svolto sul fronte del sovraindebitamento e delle procedure per la composizione delle crisi, attraverso risorse destinate a sostenere i costi iniziali che possono rappresentare un ostacolo per chi si trova già in gravi difficoltà economiche.
Alla presentazione erano presenti anche l’assessore regionale Francesco De Rebotti e il direttore regionale Adriano Bei, richiamati da Proietti nel suo intervento per il lavoro svolto sui temi dello sviluppo economico, delle crisi aziendali e dell’occupazione e, sul versante amministrativo, per le attività legate al sostegno della Regione alla Fondazione.














