Il Comitato Tutela Patrimonio Valnerina in audizione in Regione contesta il progetto di adeguamento della SS685. Timori per turismo, commercio e servizi. «A Norcia possibile una nuova serrata»
Cresce la preoccupazione per i lavori previsti lungo la SS685 delle Tre Valli Umbre, l’asse stradale fondamentale per i collegamenti tra Spoleto, la Valnerina e il territorio nursino. Il Comitato Tutela Patrimonio Valnerina, ascoltato dalla Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, ha prospettato pesanti conseguenze economiche, ambientali e sociali nel caso in cui i cantieri dovessero determinare chiusure prolungate e importanti deviazioni del traffico.
Il progetto riguarda interventi di rettifica e adeguamento della SS685, in particolare nel tratto della Valnerina compreso tra i territori di Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco. Nella documentazione amministrativa l’intervento è indicato come adeguamento della strada alla sezione stradale di tipo C2, con modifiche del tracciato e opere finalizzate alla sicurezza e alla funzionalità dell’infrastruttura.
Secondo il Comitato, però, una parte degli interventi andrebbe oltre il semplice miglioramento della strada già esistente e comporterebbe la realizzazione di nuove opere, modifiche agli svincoli e interventi infrastrutturali più invasivi, con conseguenze sia durante la fase dei lavori sia sul territorio una volta concluso il progetto. Durante l’audizione sono state sollevate anche questioni legate all’assetto idraulico e al possibile impatto sull’ecosistema del fiume Nera. La Regione ha confermato di avere chiesto ad Anas di rivalutare alcuni aspetti del progetto, compresi quelli idraulici.

La preoccupazione maggiore riguarda la gestione dei cantieri e le ripercussioni sulla circolazione. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulla zona dello svincolo di Vallo di Nera e della galleria di Sant’Anatolia, dove, secondo quanto riferito dal Comitato, l’avvio delle lavorazioni ha già aumentato l’apprensione di residenti e operatori economici.
Il presidente del Comitato, Francesco Rotondi, ha illustrato tre possibili scenari elaborati sulla base di dati economici e territoriali.

Nel primo, considerato quello a impatto più contenuto, i cantieri procederebbero con sensi unici alternati e interruzioni programmate, mantenendo comunque transitabile la Tre Valli. Secondo lo studio citato dal Comitato, anche in questa situazione potrebbe verificarsi una contrazione delle attività economiche nell’ordine del 30 per cento.
Il secondo scenario prevede invece chiusure più lunghe e deviazioni significative, con un forte aumento dei tempi di percorrenza. È questa l’ipotesi che il Comitato considera tra le più preoccupanti per commercianti, strutture ricettive e imprese.
Il terzo scenario è quello più critico: deviazioni capaci di aumentare di oltre un’ora i tempi di viaggio, rendendo molto più difficile raggiungere la Valnerina da Spoleto e dalle principali direttrici umbre.
Per il Comitato gli effetti più immediati ricadrebbero sul turismo, soprattutto quello di prossimità e di passaggio. Un aumento consistente dei tempi di percorrenza potrebbe scoraggiare i visitatori diretti verso Norcia, la Valnerina e Castelluccio, proprio mentre il territorio sta cercando di consolidare la ripresa economica dopo gli anni del terremoto e della ricostruzione.
A essere coinvolti sarebbero anche ristoranti, alberghi, negozi, aziende agricole e imprese impegnate nei cantieri della ricostruzione post sisma, costrette a sostenere maggiori costi di trasporto e tempi più lunghi per gli spostamenti.
Il Comitato teme inoltre conseguenze sull’accessibilità ai servizi sanitari e socio-assistenziali, vista la distanza della Valnerina dai principali presidi ospedalieri.
Da qui l’ipotesi, evocata durante l’audizione, di una nuova serrata dei commercianti di Norcia, con una protesta simbolica attraverso la consegna delle chiavi delle attività alla Regione.
La posizione del Comitato non si limita alla contestazione dei disagi provocati dai cantieri. La richiesta è quella di rivedere nel complesso l’intervento, confrontandosi maggiormente con residenti, operatori e amministrazioni locali.
«Chiediamo un progetto condiviso con i cittadini della Valnerina e non caduto dall’alto a nostro danno», è il messaggio arrivato in Commissione.
Tra i temi sollevati figurano anche l’impatto ambientale, gli usi civici dei terreni interessati e la natura stessa dei finanziamenti utilizzati per l’opera. Secondo quanto riferito dal Comitato in audizione, il progetto sarebbe finanziato in parte attraverso risorse Pnrr e in parte attraverso fondi destinati alla viabilità danneggiata dal terremoto del 2016.
A rispondere alle preoccupazioni del territorio è stato l’assessore regionale Francesco De Rebotti, che ha ricordato gli incontri già svolti con i sindaci interessati dal progetto.
Secondo l’assessore, le amministrazioni comunali hanno espresso nel complesso un giudizio positivo sull’utilità dell’opera. La Regione ha tuttavia chiesto una revisione di alcuni aspetti, con l’obiettivo di ridurre le conseguenze sul territorio.
È previsto un nuovo confronto con Anas per sottoporre osservazioni e proposte di modifica e verificare quali possano essere accolte.
Anche il direttore regionale Gianluca Fagotti ha confermato l’esistenza di un’interlocuzione continua con Anas. Il progetto si trova ormai in una fase avanzata, ma la Regione sta cercando, ha spiegato, soluzioni capaci di mitigare l’impatto e migliorare il rapporto tra costi e benefici dell’intervento.
Il confronto è destinato quindi a proseguire. La presidente della Seconda commissione, Letizia Michelini, ha annunciato nuove audizioni con gli assessori regionali competenti e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti.
La questione centrale resterà quella della compatibilità tra l’ammodernamento della Tre Valli Umbre, considerato strategico per la sicurezza e i collegamenti del territorio, e la necessità di evitare che anni di cantieri e limitazioni alla circolazione producano un nuovo isolamento economico della Valnerina.
















