La donna, sfinita durante la risalita, è stata aiutata dai soccorritori di Umbria e Marche.
Una speleologa rimasta bloccata per la stanchezza a circa 150 metri di profondità nella Grotta del Monte Cucco è stata riportata in superficie dai tecnici del Soccorso alpino e speleologico di Umbria e Marche. L’intervento si è svolto nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 ottobre e si è concluso intorno alle 5 del mattino.
L’allarme era scattato intorno all’una, quando la donna, impegnata nella risalita, non era più riuscita a proseguire autonomamente. Il Soccorso alpino e speleologico Umbria ha attivato le squadre, che hanno raggiunto Pian del Monte in condizioni di nebbia fitta e forte vento. Due gruppi di soccorritori sono quindi entrati nella cavità.
La speleologa è stata raggiunta nei rami sinistri del Baratro, alla base dell’omonimo pozzo. Dopo averla rifocillata, i tecnici l’hanno assistita lungo il percorso verso l’uscita, utilizzando paranchi e tecniche di soccorso speleologico per aiutarla a superare i tratti verticali.
Contemporaneamente, un’altra squadra ha accompagnato all’esterno i compagni di esplorazione della donna, riconducendoli alle auto parcheggiate a Pian del Monte. Ulteriori tecnici e sanitari sono rimasti disponibili per un eventuale supporto alle operazioni.
Intorno alle 5 la donna ha raggiunto l’esterno della grotta, accompagnata dai soccorritori. La successiva valutazione sanitaria ha rilevato la stanchezza accumulata durante l’esplorazione, senza riscontrare condizioni tali da richiedere il trasporto in ospedale.













