La Lampada della Pace di San Francesco consegnata al re di Giordania

Presente anche il presidente del consiglio Conte e la cancelliera Merkel
Umbria

È arrivato ad Assisi il re di Giordania, Abdullah II al quale il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, ha donato, a nome della comunità francescana, la “Lampada della pace”. Il Re nel ricevere l'omaggio ha detto "In questo momento è perentorio proteggere Gerusalemme. Il mio compito come Sovrano Hashemita e Custode dei Luoghi Santi dell'Islam e del Cristianesimo di Gerusalemme è di vigilare sulla sicurezza e il futuro della città santa",

Abdullah era accompagnato dalla regina Rania. La cerimonia si è ternuta questa mattina alle 11.30 nella Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi e vi hanno partecipato tra gli altri il Presidente del Consiglio Italiano, Giuseppe Conte, la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Card. Gualtiero Bassetti, e il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Card. Leonardo Sandri.

Il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, ha spiegato "Lo scorso anno, dando la Lampada alla cancelliera Merkel, auspicammo la costruzione di un'Europa unita e plurale. E ancora oggi siamo convinti che il nostro Continente non possa abdicare a questa sua vocazione e cedere ad illusorie quanto malsane aspirazioni sovraniste"

Tra i presenti 300 giovani provenienti da tutto il mondo e in particolar modo dalle zone di guerra e di periferia.

Dopo la consegna della “Lampada della pace” si terrà un incontro, alle 21.00, presso l’Istituto Serafico di Assisi dal titolo “Europa: continente o comunità?”. All’evento parteciperanno il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, presidente Regione Umbria, il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato; modera il giornalista Fausto Belia.

Il Premier Conte, durante l'incontro con i giovani ad Assisi, ha detto che lo Ius Soli "non è nel contratto di governo, ma auspico che si avvii nel Paese, nelle sedi opportune, una riflessione serena" su questo tema. "Si può valutare la nascita sul territorio italiano che sia però collegata ad un percorso di integrazione serio", che preveda "la conoscenza della nostra cultura" e la condivisione di "valori comuni". 

Padre Enzo Fortunato, responsabile della sala stampa di Assisi ha dichiarato "E' necessario abbattere gli steccati, i muri che oggi, invece, alcuni Governi continuano a costruire. Muri che impediscono di condividere la vita, le esperienze e la cultura" . Ed ha aggiunto "Con la giornata di oggi non abbiamo intenzione di piegare la volontà, ma di convincere. Convincere che l'incontro, la condivisione, l'accoglienza e l'inclusione sono i pilastri su cui fondare la società, mentre la repressione e la violenza partoriscono altra repressione".