Mega inchiesta Spada, sono circa 20 gli indagati coinvolti, nel rinvio a giudizio

ra appartenenti alla giunta, dirigenti, consulenti e personaggi delle Coop rosse. Per il Procuratore Liguori si tratta di “evidente collusione”
Terni

La Procura di Terni ha depositato il rinvio a giudizio inerente l'inchiesta di Palazzo Spada,relativa a presunte irregolarità nell'affidamento di appalti del Comune (avvenuti negli anni tra il  2011 e il  2016)  ad alcune cooperative locali per l'affidamento di appalti nel settore del verde pubblico, della manutenzione di 16 cimiteri e della gestione della Cascata delle Marmore.Sono circa 20 i personaggi coinvolti tra politici, funzionari, professionisti e dirigenti.

Ai domiciliari è finito l'assessore al Bilancio Piacenti D'Ubaldo, l'ex amministratore di Terni Reti, Mointalbano Caracci, ed il commercialista Camporesi, quest'ultimo  per la consulenza in sei farmacie di Terni e Rieti aggiudicate senza gara. L'udienza del 4 Maggio scorso aveva avuto esito positivo per il Sindaco Di Girolamo a cui vennero confermati gli arresti domiciliari. Il suo avvocato Attilio Biancifiori presentò il ricorso. Tra le motivazione dell'ordinanza venne contestato al primo cittadino la partecipazione ad eventi delle cooperative dove pubblicamente confermava il rinnovo degli appalti, malgrado le rettifiche fatte dal sindaco,tali affermazioni non hanno fatto  cambiare idea ai PM.
All'epoca fu più fortunato l'assessore Buccari a cui il Gip aveva confermato la revoca dei domiciliari grazie ad una strategia dell'avvocato Roberto Spoldi che trovò una via d'uscita riportando ai giudici una norma del codice penale.
A Sandro Corsi e Carlo Andreucci, presidenti rispettivamente delle coop venne tolta l'interdittiva .
Durante l'interrogatorio ci furono attimi di tensione: sia il Gip che il PM chiesero spiegazioni di come venivano svolte le trattative per gli appalti e con quali criteri era stata creata la Associazione di imprese.

A distanza di mesi si dovrà ora  decidere l'avvio del processo.