Terapia del dolore. I futuri sviluppi tecnologici e strategici di questa disciplina

Seconda parte dell’intervista con il dr Massimo Renzini dirigente medico presso l’Anestesia e Rianimazione di Perugia
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Scienza e Salute

Pubblichiamo la seconda parte dell'intervista al Dott. Massimo Renzini dirignte Medico presso l’Anestesia e Rianimazione dell’azienda ospedaliera incentrata sui futuri e auspicabili sviluppi tecnologici e strategici di questa fondamentale disciplina

Intervista di Walter Leti

Quali sono, Dott. Renzini, i trattamenti “classici” e “innovativi” nella terapia del dolore ?

Come già accennato, presso il Centro di Medicina del Dolore di Perugia siamo molto attenti alle nuove tecniche terapeutiche che permettono di risolvere la malattia “dolore” e tutti gli aspetti ad essa collegati. Tra le strategie perseguite ci sono gli impianti di stimolatori sia midollari che periferici, procedure di posizionamento sottocutaneo di pome infusionali peridurali per la somministrazione continua di farmaci e tecniche di stimolazione periferica con radiofrequenza che permettono il trattamento di patologie gravi anche in pazienti complessi ed affetti da malattie che limitano l'uso di farmaci tradizionali. Oltre a queste terapie che hanno nei costi il loro limite di utilizzo è motivo di particolare soddisfazione l'aver contribuito alla realizzazione e diffusione presso l'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia di terapie basate sull'infiltrazione ecoguidata di Gel Piastrinico (PRP) eseguita nell'Ambulatorio di Medicina del Dolore per il trattamento di svariate patologie quali tendinopatie (spalla, ginocchio, tendine di achille, caviglia). Inoltre tale metodica viene utilizzata con notevole successo per curare l'importante dolore determinato dalle patologie artrosiche che danneggiano le articolazioni. Grazie ai fattori di crescita contenuti nelle piastrine ed alla professionale realizzazione di PRP con eccellenti caratteristiche qualitative, si può contrastare l'osteoartrosi e ridurre la nacessità di intervenire chirurgicamente (artroprotesi) abbattendo notevolmente i costi per la Sanità e riducendo i rischi per i pazienti.

Qual è, all'attualità, il livello di consapevolezza e di preparazione degli operatori sanitari nell'approccio a questa tematica ?

E' evidente che la necessità di formazione di tutti gli operatori sanitari sull'importanza di valutare, rilevare, capire e trattare il dolore è un punto fondamentale ed uno di prevalenti impegni che vengono portati avanti, nella consapevolezza che solo nel rispetto della dignità ed individualità dei pazienti si può parlare di adeguatezza e professionalità delle cure. Pur riscontrando in molti colleghi e negli organi preposti alla gestione della sanità umbra una grande condivisione d'intenti, occorre rilevare che ad oggi non si è ancora compresa l'importanza di avere un unico accreditato centro di riferimento regionale HUB che rappresenti, attraverso figure professionalmente esperte nel trattamento del dolore acuto e cronico, il punto di riferimento per tutti i pazienti complessi e la guida per la realizzazione di idonei percorsi assistenziali, volti ad evitare la dispersione di dati fondamentali per la ricerca scientifica e l'ottimizzazione delle risorse. A tal fine abbiamo già realizzato incontri e altri sono in programma per promuovere il confronto e la formazione. Questi costituiscono la base per sconfiggere il dolore in tutte le sue forme.Nella nostra era informatizzata, inoltre, non si può prescindere dalla possibilità di utilizzare strumenti digitali come l'innovativa (Cartella Elettronica del Dolore) che ho personalmente realizzato. Questa ci consentirà di seguire il paziente nell'intero arco dell'evoluzione della sua malattia e permetterà al medico curante di valutare l'andamento del dolore in tempo reale per adattare la terapia alle vere esigenze del paziente. E' un progetto che nasce nel 2011, proposto al congresso nazionale della più importante società di terapisti del dolore ACD SIAARTI (Area Culturale Dolore).

Quanto è importante la prevenzione e, in particolare, lo stile di vita?

Il corretto stile di vita rappresenta indubbiamente il modo più fisiologicamente corretto per prevenire le malattie e costituisce un'ottima arma per sconfiggere molte patologie che si accompagnano al dolore. Lo stimolo a perseguire tale stile di vita è elemento motivazionale importante che permette al paziente di affrontare il difficile cammino verso la guarigione. Nei pazienti che seguiamo si riesce a migliorare la loro qualità di vita non solo prescrivendo terapie mediche ma consigliandoli anche con indicazioni comportamentali volte a mantenere i risultati ottenuti.