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Home » Espianto di organi nei migranti che non pagano? Una leggenda metropolitana
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Espianto di organi nei migranti che non pagano? Una leggenda metropolitana

admin04 Mins ReadOttobre 21, 2016
 

Di Giuseppe Quintaliani e Gian Battista Mannone – Qualche giorno fa si sono diffuse notizie inquietanti circa la possibilità che ci siano migranti che non possano pagare il passaggio in occidente agli scafisti consegnati ad una organizzazione egiziana, che li uccide per prelevarne gli organi e rivenderli nella capitale Il Cairo per una somma di circa 15.000 dollari.

In particolare, questa organizzazione egiziana sarebbe in grado di espiantare l’organo e trasportarlo in borse termiche.

 

Credo che vada fatta molta chiarezza sui trapianti. Possiamo riferire esperienze di centri trapianti che hanno effettuato ad oggi centinaia di prelievi ed trapianti. E molte cose non tornano. Anche se fosse vero che il sistema si regge sul prelievo di organi che poi verrebbero inviati in Egitto e trapiantati, ci si dovrebbe chiedere come sia possibile l’espianto. L’espianto di organi vitali come reni, cuore, fegato deve per forza avvenire in sale operatorie attrezzate, un’operazione definita nel linguaggio medico “a cuore battente”. Ciò vuol dire che il paziente a cui vengono tolti (espiantati) gli organi deve essere mantenuto in vita, in modo da permettere una circolazione sanguigna efficace, e che i chirurghi debbono essere particolarmente bravi ed esperti, in quanto gli organi devono essere prelevati secondo modalità precise e rigorose sia perché l’organo deve essere conservato assolutamente intatto e preparato per l’eventuale nuovo impianto sia per norme assolute di sterilità. Inoltre l’organo deve essere trasportato con speciali soluzioni acquose sterili in modo da poterne preservare l’ambiente interno: per queste ragioni non può certo bastare una borsa termica. Un organo non è un pezzo di carne comprata al supermercato; per poter poi essere usato, ha bisogno di cure particolari e molto sofisticate.

Ancora più complesso il trapianto. La selezione della persona da trapiantare è severa, servono esami immunologici precisi e particolareggiati, senza i quali il rischio di rigetto, anche immediato, è altissimo. È necessario avere équipes diverse multidisciplinari e farmaci costosi e prontamente disponibili, sia durante che immediatamente dopo il trapianto. Il paziente trapiantato nei primi due-tre giorni viene collocato in terapia intensiva con stretti monitoraggi sia chirurgici che medici. Non è certo possibile effettuare tali procedure in centri non attrezzati con igiene scarsa o peggio ancora assente! Il rischio è sempre presente anche nei migliori centri trapianti del mondo e non solo a causa del rigetto ma anche per le infezioni, visto che nel paziente si induce un quadro di immunodeficienza acquisita; in pratica il sistema immunitario viene soppresso per far attecchire meglio il rene o l’organo trapianto. Non è certo un gioco da ragazzi, anzi.

È necessario quindi rassicurare chi, leggendo queste notizie, possa avere il timore che tali organi possano poi essere usati per essere trapiantati nei vari centri. Ciò è assolutamente impossibile, la provenienza di tutti gli organi trapiantati è accuratamente e obbligatoriamente tracciata! Non solo per motivi di etica, morale e legali, ma perché si devono avere notizie cliniche accurate sul donatore; non occorrono soltanto le dovute verifiche sul gruppo sanguigno e sul sistema immunitario, ma anche valutazioni cliniche complete come storia clinica, infezioni contratte e patologie concomitanti che, nella pratica clinica normale e corretta, possono addirittura rendere non idoneo il rene o l’organo da trapiantare. In gergo medico si dice che il rene deve essere “compatibile” con il ricevente.

Nanni Costa, responsabile del centro nazionale trapianti e Valentina Paris dell’ANED hanno sottolineato come la notizia apparsa sulla stampa appaia priva di qualunque riscontro in quanto, come abbiamo cercato di specificare, effettuare un prelievo in condizioni estreme non solo non è fattibile ma sarebbe controproducente e non porterebbe alcun vantaggio, in quanto i trapianti fallirebbero miseramente uccidendo chi si sottoponesse a tale tipo di procedura in condizioni di precarietà, scarsa igiene e in mancanza di adeguate procedure e garanzie.

Forse ci vorrebbe molta più attenzione quando si diffondono tali notizie e di una cosa comunque i cittadini devono essere certi. Tutte le organizzazioni sanitarie, i centri trapianti e le società scientifiche tra cui la società di nefrologia, vigilano incessantemente ed oculatamente sulla correttezza dell’intera filiera espianto/trapianto e sconsigliano a chiunque di cedere a voci, suggerimenti e illazioni sul fatto che sia facile trovare organi da trapiantare in un mercato parallelo. Se mai così fosse, e ripetiamo lo riteniamo impossibile, il rischio connesso ad infezioni e deterioramento del rene innestato potrebbero portare a rigetti immediati (chiamati “rigetti iperacuti”) che causerebbero non solo la perdita del rene trapiantato ma anche la morte del ricevente.

Quindi ci sentiamo di rassicurare sull’estrema incertezza e impossibilità pratica dei fatti apparsi sulla stampa e soprattutto sulla correttezza del sistema trapianti in Italia, che quest’anno ha avuto un aumento delle donazioni e un rigore scientifico elevatissimo, i cui risultati possono essere monitorati sul sito del centro nazionale trapianti.

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