Vincenzo Bianconi si difende dalle accuse di conflitto di interessi

Ma intanto il clamore sulla vicenda è esploso incontenibile
Elezioni

di Francesco Castellini - Al candidato di Pd e M5s alle elezioni regionali in Umbria, Vincenzo Bianconi, non è andato proprio giù quel titolo “sparato” ieri dal Corriere dell’Umbria, “Ricostruzione, soldi solo agli hotel di Bianconi”.


L'articolo riferisce dei contributi ricevuti per la ricostruzione dei suoi due hotel a Norcia. Gli unici alberghi su tre pratiche di hotel presentate, come certificato dal sindaco Nicola Alemanno nel consiglio comunale del 30 settembre, che hanno ottenuto quasi sei milioni di euro, più altri tre (circa) per le aste vinte nella fornitura pasti nelle mense delle casette e il trasporto scolastico. Tutti soldi destinati al gruppo di aziende dell’imprenditore nursino in corsa per il massimo scranno di Palazzo Donini.
Ma Vincenzo Bianconi non ci sta a passare per persona che agisce in pieno conflitto di interessi. Tant'è che nel pomeriggio ha immediatamente convocato una conferenza stampa nella sala Grifo del Park hotel di Ponte San Giovanni, davanti ad una platea ad alto tasso Pd, esponenti Dem e un solo grillino presente, Andrea Liberati, in ultima fila, per spiegare le sue ragioni, ma soprattutto per rispondere alle accuse emerse, secondo cui più dell’80% dei fondi destinati alla ricostruzione di Norcia sarebbero finite solo alla sua società.
“Quando si dice che le uniche strutture ad aver ricevuto i soldi del terremoto sono quelle di Bianconi, si dice una falsità, si offende la dignità e l'intelligenza delle persone. Questa è campagna elettorale sporca. Questa è merda”, ha affermato il candidato unitario di dem e pentastellati. E per evitare che si possa solo presumere un conflitto di interessi ha annunciato: “Se dovessi diventare presidente della Regione ci sarà una persona che gestirà il terremoto. E quella persona non posso essere io. Io sarò lì a guardare, a capire. Ma è ovvio che se ci sarà lontanamente un qualcosa che mi possa riguardare, sarò lontano anni luce. Ma non può esserci più nient’altro, perché l'ultima cosa che dovevamo fare per fortuna l'abbiamo fatta sempre in tempi non sospetti”.

Ma nel frattempo il clamore sulla vicenda è esploso incontenibile, tanto che si sono mossi a sua difesa i vertici Dem, che, a partire dal commissario Walter Verini, hanno puntato il dito contro la “macchina del fango”.
 
Critiche pesanti che hanno indotto Davide Vecchi, direttore del Corriere dell'Umbria, a prendere carta e penna e rispondere per le rime.

Quello che segue è il suo

“Gli hotel della famiglia Bianconi sono gli unici a Norcia a vedersi riconoscere i contributi per la ricostruzione. Quasi sei milioni. Non briciole. Mentre sue società per mense e trasporti ne hanno visti altri tre. In tutto nove milioni. Lo abbiamo scritto ieri, grazie al nostro bravo Alessandro Antonini. E lo ribadiamo oggi: questi sono i fatti. Il Pd ha reagito in maniera decisamente scomposta. Nessuno ha annunciato o presentato querela ma si sono concentrati su insinuazioni, insulti e lanciando strampalati anatemi contro il Corriere.
Da Walter Verini al presidente per caso della Regione Fabio Paparelli, tutti ad arrampicarsi sugli specchi spandendo fantasiose accuse e inventandosi ridicoli retroscena. Ho riso tanto. Non hanno neppure letto l’articolo perché altrimenti, questi cabarettisti del Pd, avrebbero saputo che dovevano prendersela con altri, non con noi. Con chi? Ma con il Pd di Norcia che, accusando Bianconi di essere amico del sindaco di Forza Italia Alemanno, ha presentato una interrogazione e Alemanno gli ha risposto snocciolando i dati: quelli da noi riportati ieri.
Sì, la vicenda è decisamente comica. Ma noi dobbiamo sforzarci di restare seri: facciamo i giornalisti, riportiamo i fatti e ci preoccupa vedere queste seconde, terze, quarte file agitarsi tanto. Ci preoccupa perché rispondono a ordini di scuderia di chi vuole guidare la Regione per altri cinque anni. Quindi, per quanto tutto nel centrosinistra umbro appaia comico, restiamo seri.
Bianconi ieri in una triste conferenza stampa (quattro giornalisti e tutta la claque del Pd) ha lamentato di essersi indebitato per ricostruire i suoi alberghi. Immagino. È un imprenditore, funziona così. Ora però è candidato presidente della Regione. Ed è proprio questo il punto: è un imprenditore che da governatore dovrà gestire i fondi utili alle sue attività. Implicitamente ieri ha ammesso il suo conflitto di interessi, dicendo che se eletto affiderà la partita della ricostruzione a un esponente dell’opposizione. Peccato che non può: una legge nazionale stabilisce che deve occuparsene il presidente di Regione. E vabbè, Bianconi non conosce le norme.
Si è presentato agli Umbri come il terremotato che farà il bene dei terremotati, quindi sfruttando il sisma a fini elettorali. Ora si lamenta se il suo amico sindaco di Forza Italia rivela quanto gli è stato riconosciuto per la ricostruzione. Ma Bianconi è una brava persona. Quanto accaduto non è colpa sua. È stato gettato allo sbaraglio dal Pd. Sarebbe interessante capire perché ha accettato la candidatura. Considerato che è stato non la seconda ma la quinta scelta. Chissà. Il capolavoro è tutto del Pd e del commissario Walter Verini. Dopo aver perso la Regione per l’inchiesta sulla sanità scaturita da esposti del Movimento 5 Stelle ha deciso di allearsi con i 5 stelle. E già questa è comica. Poi ha sostenuto un candidato civico, Andrea Fora, scoprendo solo dopo che era rinviato a giudizio per frode. Infine ha ripiegato su Bianconi, un imprenditore vicino al centrodestra e oggetto di interrogazioni del Pd. E vogliono essere presi sul serio dall’elettorato per guidare la Regione”. DAVIDE VECCHI