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Home » Impegno della Cgil umbra per il Piano per il Lavoro per l’Alta Umbria
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Impegno della Cgil umbra per il Piano per il Lavoro per l’Alta Umbria

admin_editore06 Mins ReadOttobre 21, 2016
 

Di Alessandro Piergentili–  Il 5 settembre prossimo CGIL umbra riunirà  a Gubbio i delegati e i volontari del territorio alta Umbria per confrontarsi sulle Strategie di sviluppo per l’alta Umbria, quale contributo per il Piano per il Lavoro.

Il territorio dell’Alta Umbria – che è costituito istituzionalmente da 15 Comuni e da una popolazione di circa 144.000 abitanti; è  caratterizzato da due sistemi territoriali, quelli dell’alto Tevere e dell’alto Chiascio, e da quattro sistemi locali produttivi, con specializzazioni produttive diversificate: ceramica di Gualdo Tadino e elettrodomestico, automotive di Umbertide, Cemento, Turismo di Gubbio e macchine agricole – agricoltura – grafica, Città di Castello San Giustino.Si farà il punto della situazione attuale, si esprimerà un giudizio e si farà una riflessione sulle strategie per il futuro.

 

La fase socio economica attuale, è ancora caratterizzata da una certa difficoltà di carattere sociale e produttiva. l territori dell’alto Tevere e dell’alto Chiascio seppur con caratteristiche diverse e specifiche hanno avuto uno sviluppo negli anni importante e significativo con risultati nella occupazione delle persone,  con un forte incremento di quella femminile, con la nascita di diverse attività imprenditoriali familiari e non, che oggi si trovano in una condizione di difficoltà per gli effetti della crisi, ma anchein conseguenza dei  processi di trasformazione che si sono attivati in alcuni comparti e filiere produttive.

Gli effetti della crisi economica, le trasformazioni demografiche, degli assetti sociali delle famiglie e delle relazioni oggi impongono una azione di verifica delle politiche adottate e capire quali strumenti ed azioni innovative bisogna introdurre per avere un sistema di welfar locale che sia inclusivo e che possa garantire i livelli di benessere alle popolazioni.

L’aumento dell’invecchiamento della popolazione, in modo particolare nei Comuni montani l’incremento delle famiglie sempre più piccole, il 21% delle circa 50.000 famiglie del territorio dell’alto Umbria è costituito da una sola persona, l’incremento delle instabilità matrimoniali. Tali processi, uniti alla precarizzazione dei rapporti di lavoro, ai lavori poveri, all’incremento dei senza lavoro. giovani e meno giovani, al ritorno della emergenza casa, fanno emergere inquietudine diffusa, stato di ansia e senso di insicurezza anche nelle popolazioni dei Comuni dell’alta Umbria.

E’ necessario continuare e rinnovare, perché si è già sviluppato in maniera positiva, il confronto con le amministrazioni Comunali, partendo da questi riferimenti e cercando di costruire un percorso partecipativo con gli iscritti, con i delegati, i lavoratori le lavoratrici e i volontari  sindacali del territorio. Questa area significativa dell’Umbria è ricca di importanti risorse ambientali e culturali e di un tessuto produttivo qualificato ed importante da San Giustino a Gualdo Tadino. È’ dunque evidente che esiste in questa parte del’Umbria un forte potenziale di sviluppo che richiede la costruzione di una strategia, robusta, partecipata e continuativa nel tempo che possa consentire di liberare tali potenzialità. Il lavoro è l'asse centrale sul quale improntare questo processo: si può ripartire, si può uscire da questa crisi anche con un rinnovato senso di responsabilità collettiva e comunitaria, per andare avanti tutti insieme.

L’approccio verso la creazione del lavoro, di nuove attività deve essere rinnovato e deve valorizzare competenze, conoscenze, il saper fare, caratteristiche queste che sono tipiche delle nostre comunità con  diritti e qualità delle condizioni lavorative. Si dovranno crrare le condizioni per  sviluppare il lavoro e incrementare le imprese, cercando di guardare in maniera positiva e collaborativa alle sfide che si debbono intraprendere. Si dovranno sostenere i progetti di sviluppo locale in grado di sprigionare le potenzialità ora inespresse mettendo a sistema le importanti risorse diversificate di cui questi territori sono dotati, da quelle agricole, artigianali e storico artistiche ambientali e paesaggistiche.

E’ necessario favorire la reindustrializzazione anche manifatturiera del territorio, anche con nuovi soggetti imprenditoriali, con modalità di rapporti tra lavoro/capitale/imprenditore innovative, sviluppando settori tradizionali e magari su filiere e settori  diversi da quelli del passato, valorizzando le esperienze positive tipo “ la Sartoria Eugubina”, nate su un idea diversa di rapporto tra capitale e lavoro e su competenze accumulate di lavoro.Rimane fondamentale anche il ruolo che possono svolgere le istituzioni sia locali che regionali, l’Università e la stessa Fondazione Cassa di Risparmio, che deve essere impegnata anche su progetti di sviluppo e di risparmio; ma risulta ancora  importante  il ruolo che possono s volgere le grandi aziende e le multinazionali presenti da Gualdo Tadino passando per Umbertide e Città di Castello (che operano nei settori alimentare, grafico-cartotecnico, metalmeccanico).  Si dovrà poi chiedere alle aziende di Gubbio impegnate nella produzione del cemento. Di svolgere un ruolo attivo in questa fase negativa del ciclo economico.

La strategia che la Cgil propone dovrà essere avviata-  utilizzando come occasione e leva finanziaria e di metodo – la programmazione dei fondi comunitari disponibili per il settennio 2014-2020, gli interventi di sviluppo locale  finanziati da tutti i fondi disponibili (FESR, FSE, FEASR,FEAMP) combinati e integrati con i progetti del GAL dell'Agenda Urbana, implementando  le azioni previste dal Programma delle Aree Interne che riguarda una parte considerevole del territorio dell’alta Umbria  per sviluppare prioritariamente: la tutela del territorio. la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, dal turismo sostenibile, ai sistemi agro-alimentari, al consolidamento del  sistema produttivo per renderlo competitivo. Alla creazione di nuovi insediamenti produttivi ecosostenibili. Si dovrà poi impegnarsi per far sì che si che si realizzi la rigenerazione delle Aree industriali per renderle ecologicamente sostenibili, attrezzate e connesse. Sono poi tante le “voci” sulle quali sarà indispensabile impegnarsi e cioè le Politiche energetiche, l’innovazione economico-ambientale dei settori produttiv; la creazione di Gruppi di acquisto e per l’energia, la promozione delle energie rinnovabili e dell’ efficientamento energetico; la creazione di incubatori e sviluppatori di impresa; il sostegno alle reti per produrre processi di aggregazione del sistema delle piccole imprese e di innovazione. Questi sono alcuni degli aspetti sui quali l’incontro promosso dalla Cgil solleciterà la discussione, quale nostro contributo alla stesura del Piano per il Lavoro e per la migliore qualità della vita delle persone. Insomma si punta ad uno sviluppo intensivo, con l’aumento del benessere e dell’inclusione sociale di chi vive in questo territorio, uno sviluppo estensivo, con l’aumento della domanda di lavoro e dell’utilizzo del capitale territoriale.

 

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