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Home » Appaltopoli di L’Aquila, le accuse agli umbri coinvolti
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Appaltopoli di L’Aquila, le accuse agli umbri coinvolti

admin_editore04 Mins ReadOttobre 21, 2016
 
 

Il capogruppo della Lega Nord, Emanuele Fiorini, definisce «vergognoso quanto sta emergendo dall'indagine del Corpo Forestale dello Stato per presunte frodi e affari loschi riferiti alla ricostruzione post sisma dell'Aquila», che ha portato agli arresti anche di noti personaggi umbri.

Vale a dire: Stefano Roscini, Angelo Riccardini e Giampiero Piccotti, posti ai domiciliari con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione della pubblica funzione e turbativa d'asta. Stefano Roscini era salito recentemente alla ribalta anche per aver sostenuto il quotidiano locale “Nuovo Corriere Nazionale”, presentato a febbraio come una testata destinata a lasciare il segno profondo prima in Umbria, poi a Roma, nel Lazio, in Toscana e in Abruzzo e invece miseramente naufragato nell'arco di 6 mesi.
Emanuele Fiorini si augura che «i colpevoli siano puniti severamente. Speculare sui disastri e sulle disgrazie delle persone è un crimine orribile».
Il Corpo Forestale di Abruzzo e Umbria ha di fatto dato esecuzione all'operazione “Earthquake”, che ha portato a sette arresti disposti dal gip del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea, ma anche a sequestri di denaro (330.929 euro ritenuti profitto del reato di corruzione), immobili e perquisizioni nelle province di Perugia (Perugia, Gubbio, Assisi) e Pescara (Pescara, Bussi sul Tirino, Popoli) e negli Uffici speciali per la ricostruzione dell'Aquila (Usra) e dei comuni del cratere (Usrc). In tutto ai domiciliari sono finiti Angelo Melchiorre, Antonio D'Angelo, Stefano Roscini, Giampiero Piccotti, Angelo Riccardini, Emilio Di Carlo e Marino Scancella, che risultano indagati insieme a Franco Colella, Marino Giangiulio, Franco Di Carlo e Roberto Di Tommaso.
Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori della Repubblica di Pescara Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio, hanno preso il via dalle dichiarazioni rese alla Forestale da un imprenditore umbro, aggiudicatario di tre appalti per la ricostruzione del Comune di Bussi sul Tirino per un valore di 8 milioni di euro. L'imprenditore ha sostenuto che il direttore dei lavori gli aveva chiesto una tangente pari al 12 per cento degli appalti, ossia 960.000 euro, da dividere con altri tecnici coinvolti.
Le indagini del Corpo Forestale dello Stato con intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni presso le sedi umbre delle società di costruzione e acquisizioni documentali negli uffici tecnici della ricostruzione del cratere aquilano, oltre agli interrogatori di altri testimoni, hanno svelato quello che per gli inquirenti è un piano – così definito dagli stessi indagati nelle loro conversazioni – per gestire in modo unitario e sistematizzato l'attività edilizia sugli edifici danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.
Il metodo era l'aggiotaggio e la preventiva assunzione dei numerosissimi incarichi di progettazione per assumere una posizione di sostanziale monopolio degli appalti, anche corrompendo pubblici ufficiali, e per imporre “condizioni contrattuali capestro” tali da costringere le ditte edili a versare grosse somme di denaro per accedere al mercato degli appalti della ricostruzione.
Il buon esito dell'istruttoria per la richiesta del contributo pubblico sulla ricostruzione veniva garantito dal responsabile dell'Ufficio tecnico della ricostruzione (Utr) di Bussi sul Tirino, il quale secondo l'accusa in cambio otteneva la promessa del versamento di importi pari al 5 per cento del valore complessivo degli appalti, che superava i 29 milioni di euro solo considerando quelli già gestiti dal gruppo degli indagati.
Al funzionario inoltre venivano promessi 'benefit' come lavori edili gratuiti in un'abitazione di proprietà, la disponibilità di un'auto e l'assunzione di un familiare in una delle ditte affidatarie dei lavori.
Le dichiarazioni di un altro imprenditore umbro, che ha già presentato richiesta di patteggiamento della pena, hanno convalidato l'impianto accusatorio facendo emergere che lo stesso capo dell'Ufficio tecnico si era fatto distaccare presso l'ufficio del Comune di Bugnara (L'Aquila), secondo la Forestale per tentare di turbare la gara pubblica per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di ricostruzione ex novo della scuola elementare e materna “V. Clemente”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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