A Perugia la rivolta degli Agricoltori Indignati

Nel mirino ci sono soprattutto i ritardi nei pagamenti da parte di Agea
Perugia

Come promesso e annunciato hanno manifestato attraversano la città con loro trattori e manifestando al grido di "Adesso basta!".

Gli Agricoltori Indignati martedì hanno percorso le vie di Perugia in un singolare corteo che ha letteralmente paralizzato il traffico cittadino. Un modo "rumoroso" per lanciare un appello non è solo rivolto all'Amministrazione regionale, ma anche ai cittadini che vengono chiamati a sostenere i lavoratori del comparto agricolo umbro in grave difficoltà.
Gli agricoltori si dicono indignati dalle politiche agricole della Regione Umbria e da Agea, ente che eroga i contributi previsti per l'agricoltura. La manifestazione è partita da Piazzale del Bove dove gli agricoltori si sono incontrati alle 15 a bordo dei loro mezzi, per poi partire intorno alle 16 alla volta del Broletto, dove era prevista una sosta sotto gli uffici dell'assessorato all'agricoltura della Regione. Quindi un passaggio al parcheggio del Minimetrò di Pian di Massiano dove si sono fermati la maggior parte dei trattori, mentre la Questura ha concesso a una delegazione di dieci mezzi di salire in centro storico e raggiungere il palazzo del Consiglio Regionale.
Alle 18.30 è prevista un'assemblea pubblica in Piazza Italia durante la quale lavoratori e imprenditori del settore spiegheranno i motivi della loro protesta, legata soprattutto ai ritardi nei pagamenti da parte di Agea.

«Abbiamo deciso di scendere in strada con i trattori - ha spiegato Giovanni Cenci in conferenza stampa facendosi portavoce degli Agricoltori Indignati - per alzare il livello d'attenzione sulle ingiustizie subite dai piccoli produttori, biologici e attenti alla qualità, per i quali non sono praticamente stati stanziati fondi di sostegno. Inoltre protestiamo insieme ai giovani agricoltori che sono stati illusi dalla politica regionale, che di 600 domande di sostegno presentate ne ha accolte appena 130. Ci siamo stancati di chi favorisce sempre i "grandi" penalizzando i "piccoli", senza parlare degli enormi ritardi nell'erogazione dei pagamenti che spesso portando alla chiusura delle aziende».  

Per martedì il divieto di transito in Piazza Italia è in vigore dalle 14 alle 20.