Al tavolo in Prefettura primi spiragli dopo l’interruzione dell’attività. Le decisioni spettano al curatore fallimentare, mentre la Regione si dice disponibile a richiedere la cassa integrazione straordinaria.

Sessanta autotrasportatori fermi e un futuro ancora da definire. Lo stop improvviso delle attività della Serafini Srl e della Srf di Terni, scattato all’inizio della settimana, ha lasciato lavoratori e titolari alle prese con le conseguenze di una vicenda fallimentare che affonda le radici in precedenti procedure.

Tra i dipendenti prevalgono tensione e incredulità. All’incertezza sulla ripresa del lavoro si aggiunge la preoccupazione per i tempi necessari ad accedere agli ammortizzatori sociali e poter contare su un sostegno economico.

Qualche primo spiraglio è emerso dal tavolo di crisi convocato in Prefettura, al quale hanno partecipato rappresentanti delle associazioni datoriali, vertici delle società, istituzioni locali e organizzazioni sindacali. Il confronto ha chiarito un passaggio decisivo: le determinazioni sulla procedura spettano al curatore fallimentare.

La prefetta Antonietta Orlando, nel rispetto delle competenze dei soggetti coinvolti, ha sollecitato tempi rapidi, per ridurre quanto possibile l’attesa che pesa sulle famiglie dei lavoratori.

Sul fronte delle tutele, la Regione Umbria, rappresentata dall’assessore Francesco De Rebotti, ha manifestato la disponibilità a richiedere la cassa integrazione straordinaria. Una possibilità che apre una prospettiva di sostegno, ma che non scioglie le preoccupazioni delle maestranze: i tempi prospettati per l’arrivo degli ammortizzatori sociali restano uno dei nodi più sentiti.

Nel clima di apprensione è emerso anche il legame tra i dipendenti e i propri datori di lavoro, accolti con un applauso. Un gesto di riconoscenza per la regolarità degli stipendi e per le condizioni di lavoro garantite fino all’interruzione dell’attività.

L’attenzione resta ora rivolta alle decisioni del curatore e alla definizione delle misure di sostegno. Per i sessanta autotrasportatori coinvolti, la priorità è ottenere risposte concrete sui tempi e sulle prospettive della crisi.

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