Il consigliere di Umbria Civica accusa la Regione di immobilismo e sudditanza politica. L’assessore respinge le critiche e difende la collaborazione con la Toscana

Si accende il confronto politico sulle infrastrutture umbre. Al centro della polemica il rapporto con la Toscana, la futura stazione dell’Alta Velocità Medio Etruria, il Nodo di Perugia e i problemi della viabilità regionale. A sollevare le critiche è Nilo Arcudi, consigliere regionale e segretario di Umbria Civica, al quale risponde l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Francesco De Rebotti, respingendo le accuse di immobilismo e rivendicando il lavoro della Giunta.

In una nota diffusa il 20 ottobre, Arcudi contesta gli incontri tra esponenti del Partito democratico umbro e toscano dedicati ai collegamenti ferroviari. Secondo il consigliere, a quasi due anni dall’insediamento della Giunta regionale, continuano a mancare risultati concreti, mentre gli automobilisti devono affrontare disagi lungo il raccordo Perugia-Bettolle e la E45.

Il principale terreno di scontro è la futura stazione Medio Etruria. Arcudi sostiene che la localizzazione a Creti rappresenti l’unico progetto concreto per collegare l’Umbria alla rete nazionale dell’Alta Velocità e accusa la Regione di averlo accantonato per assecondare le posizioni della Toscana.

«De Rebotti deve ricordarsi di essere l’assessore alle Infrastrutture dell’Umbria, non il rappresentante degli accordi politici tra il PD umbro e quello toscano», afferma Arcudi, che denuncia anche l’assenza di tempi certi per il Nodo di Perugia. Il giudizio sull’operato dell’assessore è netto: «Dopo quasi due anni di immobilismo servono scelte, investimenti e cantieri, non altre fotografie attorno a un tavolo».

La replica di De Rebotti arriva il 21 ottobre. L’assessore respinge l’idea di una subordinazione alla Toscana e sottolinea come la collaborazione tra le due Regioni sia necessaria per affrontare i problemi dei collegamenti ferroviari utilizzati quotidianamente dai pendolari umbri.

De Rebotti richiama, in particolare, la situazione dei collegamenti sulla direttrice Firenze-Roma, citando due coppie di treni attualmente limitate a Orte, l’Intercity 598 trasferito sulla linea lenta con un aumento dei tempi di percorrenza di circa 40 minuti e la presenza di un solo collegamento regionale diretto verso Firenze nel pomeriggio, alle 17.20.

«Sono problemi concreti, che incidono ogni giorno sulla vita delle persone. Ed è su questi che stiamo lavorando», afferma l’assessore.

Sulla questione Medio Etruria, De Rebotti ricorda che la nuova fermata dell’Alta Velocità dovrà necessariamente sorgere in territorio toscano, dove passa la linea ferroviaria. Per questo considera indispensabile un’intesa con la Regione confinante.

L’assessore non indica una preferenza definitiva tra Creti e Rigutino, evidenziando vantaggi e criticità di entrambe le soluzioni. Creti, spiega, dista circa 40 minuti da Perugia ma può essere raggiunta soltanto su strada, mentre Rigutino, pur essendo più lontana, offre anche la possibilità di un collegamento ferroviario attraverso la tratta Foligno-Terontola.

«Nessuna delle due ipotesi è perfetta, ma entrambe rappresenterebbero un miglioramento rispetto alla situazione attuale», osserva De Rebotti, chiedendo alla Toscana di contribuire a una rapida definizione della scelta.

Il confronto si estende anche al Nodo di Perugia. Arcudi lamenta la mancanza di risposte e scadenze, mentre l’assessore sostiene che la Giunta abbia ereditato un progetto incompleto, caratterizzato da problemi tecnici e amministrativi, da una bocciatura del Tar e dall’assenza delle risorse necessarie.

De Rebotti riferisce che dall’ottobre 2025 è stata trasmessa al Ministero una proposta di priorità per il Contratto di sviluppo 2026-2030, senza che sia arrivata una risposta. L’assessore chiama quindi in causa anche il Governo nazionale per i ritardi.

Quanto alla E45 e al raccordo Perugia-Bettolle, riconosce che diversi interventi devono ancora essere completati, ma rivendica una diversa organizzazione dei cantieri, con lavori prevalentemente notturni nelle gallerie del raccordo per limitare le ripercussioni sul traffico.

La polemica si chiude con un ulteriore scambio politico. Arcudi definisce il bilancio infrastrutturale della Giunta «un fallimento totale», mentre De Rebotti invita il consigliere a una maggiore conoscenza delle problematiche del settore e ribadisce l’impegno a ottenere risultati «senza propaganda e senza sudditanze politiche».

Resta al centro del confronto la questione delle priorità infrastrutturali dell’Umbria, tra la scelta della futura fermata dell’Alta Velocità, il finanziamento delle grandi opere e le difficoltà quotidiane dei collegamenti stradali e ferroviari.

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