Il giornalista Gianluca Bardelli (terzo da sinistra) con l’avvocato Marco Franco (secondo da sinistra) e due collaboratori del legale, dopo la sentenza di assoluzione in appello.

La Corte ribalta il verdetto di primo grado: «Il fatto non sussiste». Assolti anche De Vito, Mezzacapo, Lanzalone e Statuto

Si conclude con un’assoluzione in secondo grado il processo a carico del giornalista Gianluca Bardelli, coinvolto nell’inchiesta sul progetto del nuovo stadio della Roma nell’area di Tor di Valle. La Terza Sezione della Corte d’Appello di Roma, presieduta da Elvira Tamburelli, ha ribaltato la decisione di primo grado, assolvendo Bardelli con la formula «perché il fatto non sussiste».

La sentenza arriva dopo sette anni di vicenda giudiziaria, segnati per il giornalista anche da un periodo di tre mesi e mezzo agli arresti domiciliari.

«Sono stati sette anni di autentico calvario, segnati anche da tre mesi e mezzo di arresti domiciliari, ma non ho mai smesso di credere nella giustizia», ha dichiarato Bardelli all’Adnkronos dopo la pronuncia della Corte.

Il giornalista ha sottolineato l’importanza dei diversi gradi di giudizio previsti dall’ordinamento italiano, esprimendo particolare riconoscenza nei confronti del suo difensore, l’avvocato Marco Franco, per il lavoro svolto durante il procedimento. Un ringraziamento è stato rivolto anche alla figlia e alla compagna, che lo hanno sostenuto nel corso della vicenda.

Il verdetto dei giudici romani ha modificato anche le posizioni di altri imputati nel procedimento relativo al progetto dello stadio di Tor di Valle. Sono stati assolti l’ex presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito, gli avvocati Camillo Mezzacapo e Luca Lanzalone e l’imprenditore Giuseppe Statuto.

Per altre posizioni, invece, la Corte ha disposto una riduzione delle pene. La condanna dell’imprenditore Luca Parnasi è stata rideterminata in tre mesi, mentre quella di Adriano Palozzi è scesa a otto mesi.

La decisione della Corte d’Appello segna così un cambiamento significativo rispetto alla sentenza di primo grado, con numerose assoluzioni e una sostanziale riduzione delle condanne residue.

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