Nota inviata al Ministero della Giustizia: disservizi, malfunzionamenti e carenze nell’assistenza rischiano di compromettere l’efficienza degli uffici requirenti del distretto

La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia ha trasmesso al Ministero della Giustizia, Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica, una nota ufficiale nella quale vengono evidenziate “rilevanti criticità” relative al sistema di assistenza informatica e al funzionamento degli applicativi utilizzati dagli uffici requirenti del distretto.

Nel documento viene comunque ribadita “piena considerazione e stima istituzionale” per il lavoro svolto dai dirigenti del Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica, della Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati (DGSIA) e del CISIA territorialmente competente. Tuttavia, la Procura Generale sottolinea come alcune disfunzioni operative stiano incidendo in maniera significativa sulla quotidiana attività degli uffici giudiziari.

Tra i principali problemi segnalati figura il nuovo modello di assistenza informatica, rispetto al quale vengono evidenziate tempistiche di attuazione particolarmente ristrette, un possibile indebolimento del supporto diretto sul territorio e una frammentazione delle competenze tra i diversi livelli di assistenza. A ciò si aggiungono difficoltà operative legate alla non sempre efficace gestione da remoto dei problemi tecnici.

La nota richiama inoltre frequenti malfunzionamenti degli applicativi informatici, talvolta indisponibili anche per intere giornate lavorative, oltre a criticità infrastrutturali aggravate da una comunicazione ritenuta insufficiente sui tempi necessari per la risoluzione dei disservizi.

Tre, in particolare, le problematiche segnalate come particolarmente rilevanti.

La prima riguarda la mancata attivazione del servizio Wi-Fi presso la Procura Generale di Perugia, nonostante l’infrastruttura risulti installata da oltre quattro anni. Una situazione definita un limite evidente all’utilizzo delle tecnologie in un sistema giudiziario ormai completamente digitalizzato.

La seconda criticità interessa il sistema di trasmissione delle deleghe alla polizia giudiziaria tramite il portale dedicato. In diversi casi, infatti, le deleghe non verrebbero recapitate correttamente senza che il sistema generi segnalazioni affidabili di mancato invio. Questo costringe le segreterie a verifiche manuali fascicolo per fascicolo, con inevitabili ripercussioni sull’efficienza operativa. La problematica avrebbe coinvolto anche procedimenti particolarmente delicati, come quelli relativi al “codice rosso” e all’esecuzione di misure.

Infine, la Procura Generale segnala la persistente inoperatività della funzionalità di intelligenza artificiale nella banca dati di merito, senza indicazioni certe sui tempi di ripristino. Una situazione che, viene evidenziato, incide negativamente sulle attività di ricerca e analisi giurisprudenziale considerate ormai essenziali per l’esercizio della funzione requirente.

Nella comunicazione inviata al Ministero è stata quindi richiesta una verifica tecnica urgente delle problematiche evidenziate, insieme alla necessità di una comunicazione più chiara, tempestiva e strutturata sui servizi di assistenza informatica.

L’iniziativa, conclude la Procura Generale, si inserisce in un quadro di leale collaborazione istituzionale finalizzato al miglioramento dell’efficienza dei sistemi informatici e della qualità complessiva del servizio giustizia.

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