Tragedia al confine con l’Umbria: una donna di 66 anni muore sulla Regionale 521. La roccia sfonda il tetto della vettura che seguiva il carro funebre, diretto a Cascia. Sette feriti nel corteo
C’era già un lutto da affrontare, una madre da accompagnare nell’ultimo viaggio e una famiglia raccolta dietro al carro funebre. Poi, in pochi secondi, lungo una strada di montagna, il dolore si è trasformato in una seconda tragedia.
Una donna di 66 anni ha perso la vita sabato 12 settembre sulla strada regionale 521, nel tratto tra Morro Reatino e Leonessa, in provincia di Rieti e a ridosso del confine con l’Umbria. Un masso si è improvvisamente staccato dalla parete rocciosa che sovrasta la carreggiata ed è precipitato sulle automobili che stavano procedendo in corteo.
La donna, residente a Roma, viaggiava insieme ai familiari su una delle vetture che seguivano il carro funebre della madre. Il corteo era diretto verso il territorio di Cascia, dove la famiglia avrebbe dovuto dare l’ultimo saluto alla donna scomparsa.
Secondo le prime ricostruzioni, erano circa le 13.30 quando il blocco di roccia si è staccato dalla parete. La traiettoria non ha lasciato scampo: il masso ha centrato la parte superiore dell’automobile sulla quale si trovava la sessantaseienne, sfondando il tettuccio e penetrando nell’abitacolo. L’impatto è stato devastante. I soccorritori, arrivati poco dopo, non hanno potuto fare nulla per salvare la donna.
Ma la corsa della roccia non si sarebbe fermata alla prima automobile. Dopo l’impatto, masso e detriti hanno interessato anche altre vetture che facevano parte dello stesso corteo funebre, trasformando la strada in pochi istanti in uno scenario di soccorsi e paura. Il bilancio è di sette persone ferite oltre alla vittima. Quattro sono state trasferite in ambulanza al pronto soccorso per accertamenti e cure. Le informazioni disponibili indicano che nessuno dei feriti sarebbe in gravi condizioni.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e i carabinieri delle stazioni di Labro e Contigliano. La Regionale 521 è stata chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso, mettere in sicurezza la zona e compiere gli accertamenti necessari.
Resta ora da chiarire che cosa abbia provocato il distacco della roccia e se vi fossero segnali di instabilità della parete. Gli accertamenti dovranno stabilire con precisione le cause di una tragedia che, per la sua eccezionalità e per le circostanze nelle quali si è consumata, ha profondamente impressionato anche chi è intervenuto sul posto.
Quando il destino sembra scegliere l’istante più crudele
Ci sono fatti di cronaca che si raccontano attraverso una dinamica, un luogo, un orario. E ce ne sono altri davanti ai quali i numeri sembrano non bastare. Quello accaduto sulla Regionale 521 appartiene alla seconda categoria.
Una donna sale in automobile per accompagnare la madre nell’ultimo viaggio. Dietro un carro funebre, insieme alla propria famiglia, percorre una strada che dovrebbe condurla a un addio. Non può immaginare che, proprio lungo quel tragitto, un masso si staccherà dalla montagna e porrà fine anche alla sua vita.
È difficile non pronunciare la parola destino di fronte a una coincidenza tanto terribile. Una figlia che sta andando a seppellire la madre e che non arriverà mai alla cerimonia. Una famiglia partita per piangere una persona cara che, nel giro di pochi istanti, si trova a dover affrontare un secondo lutto.
Eppure la cronaca ha anche il dovere di fermarsi un passo prima della fatalità. Perché chiamare tutto “destino” non deve impedire di fare le domande necessarie.
Perché quel masso si è staccato? La parete era controllata? Esistevano condizioni di pericolo? Il crollo poteva essere previsto o evitato?
Saranno gli accertamenti a dare risposte, e sarebbe scorretto anticiparle. Ma è proprio questo il confine tra la suggestione del destino e il compito delle istituzioni: ciò che appare imprevedibile deve comunque essere verificato, soprattutto quando riguarda la sicurezza di una strada pubblica.
Rimane, intanto, l’immagine più difficile da dimenticare: un corteo partito per accompagnare una madre nel suo ultimo viaggio e costretto a fermarsi perché, lungo quella stessa strada, è morta anche sua figlia.
Una coincidenza crudele, quasi impossibile da accettare. E una di quelle notizie nelle quali la cronaca, per una volta, sembra scritta con le parole più amare del destino.













