La cerimonia si è svolta il 12 dicembre 2025, a tre anni dall’avvio dei lavori di recupero del complesso abbaziale danneggiato dal sisma del 2016
A Preci un nuovo segno concreto della ricostruzione post-sisma. Il 12 dicembre 2025 è stato ricollocato il rosone sulla facciata della chiesa del complesso abbaziale di Sant’Eutizio, gravemente danneggiata dai terremoti del 2016. I lavori di recupero erano iniziati il 14 dicembre 2022.
Il rosone è stato ricostruito attraverso un accurato lavoro di selezione delle macerie e di ricomposizione dei frammenti originali. Per l’occasione è stata organizzata una cerimonia sobria ma significativa. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha scoperto e benedetto il rosone, accolto dall’applauso dei presenti.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il parroco don Dieudonnè Mutombw Tshibang, il parroco emerito don Luciano Avenati, il responsabile dell’ufficio tecnico della Curia arcivescovile Simone Desantis, il consigliere comunale Nicolas Giordani in rappresentanza del sindaco Massimo Messi, assente per influenza, la soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria Francesca Valentini, oltre ai tecnici, ai progettisti e a numerosi cittadini.

Nel suo intervento, mons. Boccardo ha sottolineato come la ricomposizione del rosone rappresenti un messaggio di speranza: la ricostruzione materiale procede insieme a quella delle relazioni e dei luoghi di comunità. Un concetto ribadito anche dal sindaco Massimo Messi, che ha definito la giornata «importante per la comunità di Preci», ringraziando le istituzioni coinvolte nel percorso di ricostruzione.
La soprintendente Valentini ha evidenziato il valore simbolico e storico dell’intervento, frutto della collaborazione tra Archidiocesi, Soprintendenza e professionisti del restauro, nel rispetto dell’autenticità di uno dei capolavori del romanico umbro.

Dal punto di vista tecnico, l’ingegner Gianluca Fagotti dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria ha ricordato che l’intervento complessivo sull’abbazia – che comprende chiesa, monastero, campanile e rupe – ammonta a 22 milioni e mezzo di euro e punta a coniugare conservazione e sicurezza attraverso soluzioni ingegneristiche avanzate.
Il progettista, ingegner Capaldini, ha definito la ricollocazione del rosone «il primo successo visibile» di un percorso complesso, mentre l’architetto Nicola Falcini, rappresentante delle imprese esecutrici, ha sottolineato il lavoro svolto in stretta collaborazione, con un impiego prevalente di maestranze umbre.
Le operazioni sul rosone hanno incluso pulitura, documentazione, schedatura dei frammenti, consolidamento, assemblaggio preliminare in laboratorio, integrazione delle parti mancanti, rilievi laser scanner e infine la ricollocazione in facciata.
L’intervento sulla chiesa abbaziale rientra nell’ordinanza speciale n. 10 del 15 luglio 2021 del Commissario straordinario alla ricostruzione. L’importo dei lavori è di oltre 5,3 milioni di euro. Sono già stati avviati anche i lavori al monastero e quelli per la messa in sicurezza della rupe, dove sarà ricostruito il campanile, per un investimento complessivo che raggiunge i 22 milioni e mezzo di euro.





