La Presidente Proietti firma il manifesto, il dossier di candidatura, che verrà presentato nel 2027
Una straordinaria occasione per rilanciare non solo la ricostruzione fisica del territorio, ma anche la ripresa socioeconomica e culturale della comunità è la candidatura di Norcia a Capitale Europea della Cultura 2033 . Lo ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, durante la firma del Manifesto che sancisce ufficialmente l’impegno della città in questo ambizioso percorso.
Un progetto dal basso per una crescita condivisa
La proposta nasce direttamente dai cittadini, dimostrando una forte volontà di crescita e rinascita. “Il 2033 sarà un anno speciale – ha dichiarato la presidente Proietti – poiché coinciderà con il bimillenario della morte di Gesù Cristo. Norcia, città natale di San Benedetto, Patrono d’Europa, potrà quindi diventare un simbolo di spiritualità, cultura e unità europea.”
Borghi attrattivi per un futuro sostenibile

La candidatura di Norcia si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione dei borghi italiani, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’attrattività per i giovani. “Dobbiamo rendere questi luoghi non solo mete turistiche, ma vere e proprie destinazioni di vita per le nuove generazioni, sia italiane che europee”, ha aggiunto Proietti. La crescente domanda di ambienti sostenibili e a misura d’uomo rappresenta un’opportunità unica per il territorio umbro.
Il dossier per il 2027: una nuova visione per Norcia
Il dossier di candidatura, che verrà presentato nel 2027, sarà il risultato di un lavoro collettivo che punta a ridefinire il futuro di Norcia. L’obiettivo è trasformare la città in un polo culturale europeo, capace di attrarre investimenti, talenti e visitatori da tutto il mondo. La ricostruzione post-sisma diventa così un’opportunità per ripensare il territorio in chiave innovativa, sostenibile e inclusiva.
Con questa candidatura, Norcia si propone di essere non solo un luogo di memoria, ma anche di innovazione e creatività, dimostrando come cultura e tradizione possano essere leve strategiche per il rilancio economico e sociale.



















