L’Umbria è seconda in Italia per crescita degli arrivi turistici. L’assessora regionale invita alla prudenza sui primi numeri di luglio.
L’Umbria si conferma tra le regioni italiane più dinamiche sul fronte del turismo. I dati ufficiali del Ministero collocano infatti la regione al secondo posto in Italia per crescita degli arrivi turistici, subito dopo la Calabria. Un risultato che l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni accoglie positivamente, chiedendo però che numeri favorevoli e criticità vengano valutati «sempre con lo stesso metro».
«I dati ufficiali del Ministero raccontano una regione attrattiva e un settore che continua complessivamente a crescere – afferma Meloni –. Li accogliamo con soddisfazione ma anche con responsabilità, perché nel turismo nessun risultato può essere considerato acquisito. Migliorare servizi, accoglienza e competitività richiede un lavoro quotidiano».
L’assessora interviene così nel dibattito sull’andamento dei flussi turistici in Umbria, respingendo quella che definisce una lettura politica dei numeri «a due pesi e due misure».

«Se emerge una criticità temporanea, dalla sanità alle infrastrutture fino ai flussi turistici, la responsabilità viene immediatamente attribuita all’attuale amministrazione. Quando invece arrivano risultati importanti, record di presenze o primati nazionali, questi diventano improvvisamente ed esclusivamente merito di chi c’era prima».
Per Meloni, invece, occorre riconoscere sia la continuità amministrativa sia la responsabilità di chi governa oggi, insieme al lavoro degli uffici regionali e dell’intero sistema turistico umbro.
Turismo a luglio, perché i primi dati vanno interpretati con cautela
Al centro del confronto ci sono anche le prime rilevazioni relative a luglio, elaborate sulla base delle registrazioni effettuate attraverso Alloggiati Web della Polizia di Stato.
La Regione sottolinea però che la piattaforma nasce principalmente per finalità di pubblica sicurezza e non rappresenta il sistema destinato a produrre il consuntivo statistico definitivo dei movimenti turistici.
I numeri possono infatti risentire dei tempi di trasmissione delle schede da parte dei gestori delle strutture ricettive, soprattutto nel settore extralberghiero e delle locazioni brevi.
Per avere una fotografia consolidata dell’andamento di luglio sarà quindi necessario attendere i dati dell’Osservatorio Turistico Regionale e dell’Istat. «Le prime informazioni in nostro possesso indicano per luglio un trend che va analizzato seriamente. Il mercato italiano mostra una sostanziale tenuta e cresce la permanenza media nelle strutture, mentre la maggiore sofferenza riguarda gli arrivi dall’estero. È un elemento sul quale siamo già al lavoro». È proprio il turismo internazionale uno degli aspetti sui quali si concentra maggiormente l’attenzione della Regione.

Secondo l’assessorato, sul mercato straniero incidono diversi fattori: dalle tensioni internazionali alle ripetute ondate di calore, fino alla difficile congiuntura economica di alcuni dei principali Paesi europei di provenienza dei visitatori.A questi elementi si aggiunge una competizione sempre più forte tra destinazioni turistiche, con flussi che possono cambiare sensibilmente anche in funzione della stagionalità.
«Non utilizzeremo mai i numeri soltanto quando ci fanno comodo – sottolinea Meloni –. Se luglio evidenzierà un calo, lo analizzeremo, ne individueremo le cause e lavoreremo per intervenire. Esattamente come rivendichiamo i risultati positivi quando arrivano». La strategia regionale punta nel frattempo a rafforzare il posizionamento dell’Umbria attraverso una maggiore diversificazione dell’offerta.Uno dei principali assi è quello del turismo lento, dei cammini e del cicloturismo. La Ciclovia del Trasimeno ha conquistato il Green Road Award, Oscar Italiano del Cicloturismo, come migliore ciclovia italiana. Parallelamente prosegue il lavoro sulla strutturazione, manutenzione e promozione dei cammini spirituali ed escursionistici e delle infrastrutture dedicate alla mobilità dolce.
Borghi, vino e olio per un turismo sempre più esperienziale

Un altro fronte riguarda il rapporto tra turismo, agricoltura ed enogastronomia. L’obiettivo è valorizzare produzioni tipiche, olio, vino e identità agroalimentari non soltanto come eccellenze del territorio, ma come parte integrante dell’esperienza di viaggio. Una strategia che punta anche a distribuire maggiormente i visitatori, portandoli fuori dai circuiti più frequentati e favorendo borghi e aree interne dell’Umbria.

Aeroporto e collegamenti per conquistare i mercati internazionali
L’internazionalizzazione rappresenta un altro tassello della strategia. Il potenziamento dell’aeroporto regionale viene considerato fondamentale per aumentare la capacità dell’Umbria di intercettare visitatori stranieri. Alla crescita dei collegamenti aerei dovrà però affiancarsi, secondo la Regione, un progressivo miglioramento dell’intermodalità e dei collegamenti su gomma e ferro.
L’obiettivo è fare in modo che l’aumento dei passeggeri in aeroporto produca ricadute turistiche diffuse sull’intero territorio regionale.
Nuovo brand Umbria, digitale e promozione
Sul fronte della promozione, la Regione ha inoltre rinnovato il racconto del brand Umbria, puntando su una comunicazione più contemporanea e su una presenza coordinata nelle principali fiere turistiche italiane e internazionali. Cresce anche l’investimento nel digitale, con strumenti pensati per rendere più facilmente accessibile l’offerta regionale, migliorare l’esperienza del visitatore e supportare l’analisi dei flussi.
La sfida della destagionalizzazione
Al centro della strategia resta infine la destagionalizzazione del turismo in Umbria. La Regione punta ad aumentare la capacità del territorio di attrarre visitatori durante tutto l’anno, riducendo la concentrazione delle presenze nei periodi tradizionalmente più forti.
Una maggiore continuità dei flussi potrebbe tradursi in maggiore stabilità per strutture ricettive, imprese, commercio e lavoratori dell’intera filiera.«Il turismo – conclude Meloni – non si costruisce con iniziative episodiche e neppure con la propaganda. Richiede programmazione, investimenti, capacità di ascoltare gli operatori e rapidità nel correggere ciò che non funziona». L’assessora respinge quindi l’idea di trasformare la promozione dell’Umbria in terreno di scontro politico: «Continueremo a raccontare e promuovere l’Umbria, riconoscerne i punti di forza senza nasconderne le criticità e lavorare ogni giorno insieme agli operatori della ricettività, del commercio e dell’intera filiera».
La linea indicata è quella di evitare sia facili entusiasmi sia allarmismi: «Senza trionfalismi quando i numeri sono positivi e senza catastrofismi quando dovesse emergere per un mese un segno meno. Con serietà, rigore e nell’esclusivo interesse dell’Umbria».
















