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Home » Sanità umbra, guerra di numeri e responsabilità: la politica trasforma i conti in un referendum sulla credibilità
Politica

Sanità umbra, guerra di numeri e responsabilità: la politica trasforma i conti in un referendum sulla credibilità

admin_editore05 Mins ReadMaggio 12, 2026
 
 

Per il Patto Avanti “Lasciato un buco da centinaia di milioni”. I cittadini umbri, chiamati a orientarsi tra cifre divergenti e accuse reciproche

Sulla sanità umbra si combatte ormai una battaglia che va ben oltre i numeri di bilancio. In Consiglio regionale il confronto tra centrodestra e maggioranza si è trasformato in uno scontro politico totale, dove ogni dato viene utilizzato come arma narrativa per accreditare o demolire la credibilità dell’avversario. Da una parte l’opposizione denuncia una presunta operazione di propaganda costruita dalla Giunta Proietti; dall’altra il centrosinistra rivendica il risanamento dei conti e accusa la precedente amministrazione di aver lasciato una sanità in condizioni critiche.

Il terreno dello scontro è quello più delicato: i conti pubblici della sanità, le liste d’attesa, la mobilità passiva e il futuro degli ospedali umbri. Temi che toccano direttamente cittadini e famiglie e che, inevitabilmente, diventano anche il banco di prova politico della nuova amministrazione regionale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il cuore della contestazione riguarda proprio i numeri del bilancio sanitario. Secondo l’ex presidente Donatella Tesei e i gruppi di opposizione, il sistema sanitario regionale non sarebbe affatto uscito dalla crisi, ma presenterebbe un disavanzo complessivo pari a 234 milioni di euro. Una cifra che, nella lettura del centrodestra, smentirebbe la narrazione del risanamento rivendicata dalla Giunta Proietti.

L’opposizione contesta anche il dato sull’avanzo di 99 mila euro annunciato dalla maggioranza, sostenendo che non si tratterebbe di un vero equilibrio strutturale, ma di un risultato ottenuto grazie a risorse straordinarie. In particolare, Tesei richiama due voci: 130 milioni di euro provenienti dal saldo del riparto ordinario della sanità e 103 milioni di euro legati all’integrazione straordinaria di equilibrio. Sommando queste poste, sostiene il centrodestra, si arriverebbe proprio a quei 233 milioni di euro senza i quali il bilancio sanitario non avrebbe chiuso in pareggio. Per questo, secondo l’opposizione, parlare di conti risanati sarebbe politicamente fuorviante. La tesi del centrodestra è che la Giunta Proietti stia presentando come successo gestionale quello che invece sarebbe un pareggio ottenuto attraverso fondi non strutturali, destinati quindi a non garantire stabilità negli anni successivi.

Il centrodestra, guidato dall’ex presidente Donatella Tesei, ha scelto la linea dell’attacco frontale. L’opposizione parla apertamente di una “operazione verità” per smontare quella che considera una rappresentazione distorta dei dati sanitari regionali. Tesei accusa la Giunta Proietti di costruire una narrazione “lontana dalla realtà” e utilizza parole pesantissime — “bugie, arroganza, incompetenza e approssimazione” — per contestare il racconto della maggioranza sul presunto riequilibrio dei bilanci.

Il cuore della contestazione riguarda proprio il risultato economico annunciato dalla Regione. Secondo l’ex governatrice leghista, il pareggio di bilancio sarebbe stato raggiunto solo grazie a risorse straordinarie e non strutturali, tra saldo del riparto sanitario e fondi integrativi eccezionali. Per il centrodestra, dunque, non ci sarebbe stato alcun vero risanamento, ma soltanto un equilibrio contabile temporaneo costruito con interventi esterni.

L’opposizione prova così a ribaltare il racconto politico della nuova maggioranza: se davvero i conti fossero stati sistemati, sostengono Tesei e gli altri esponenti del centrodestra, allora non si spiegherebbe l’aumento della pressione fiscale deciso nei mesi scorsi.

Marco Squarta

È su questo punto che si inserisce anche l’intervento dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Marco Squarta, che lega direttamente il tema sanitario a quello fiscale. La sua posizione è netta: se la Regione sostiene oggi di aver rimesso in ordine i conti della sanità, allora deve dimostrarlo riducendo immediatamente le tasse introdotte per affrontare quella che era stata definita un’emergenza finanziaria.

Squarta punta il dito contro l’aumento dell’addizionale Irpef, accusando la Giunta di aver giustificato una forte stretta fiscale con una situazione sanitaria che ora verrebbe descritta improvvisamente come sotto controllo. Una contraddizione politica che Fratelli d’Italia prova a trasformare in un argomento di consenso presso cittadini, famiglie e imprese colpite dall’aumento della pressione tributaria.

Ma la maggioranza non arretra e risponde con toni altrettanto duri. Il Patto Avanti e i gruppi che sostengono Stefania Proietti respingono le accuse e rilanciano, sostenendo che il centrodestra starebbe tentando di recuperare credibilità proprio sul settore che avrebbe determinato la sua sconfitta elettorale.

Per la coalizione di centrosinistra, infatti, il problema non sarebbe la gestione attuale, ma l’eredità lasciata dalla precedente amministrazione. La maggioranza parla apertamente di “conti fuori controllo”, di un “buco da centinaia di milioni” e di una sanità indebolita da anni di mancata programmazione.

Secondo il Patto Avanti, la nuova governance sanitaria avrebbe già prodotto i primi risultati concreti: riduzione delle liste d’attesa, aumento delle prestazioni erogate e ritorno in equilibrio delle aziende sanitarie regionali. Una narrazione che punta a trasmettere l’idea di una macchina amministrativa finalmente tornata sotto controllo dopo anni di difficoltà.

Anche il Movimento 5 Stelle si schiera senza esitazioni al fianco della presidente Proietti. Il consigliere regionale Luca Simonetti parla di “sanità lasciata in condizioni drammatiche” dal centrodestra e rivendica il ritorno all’equilibrio economico delle quattro aziende sanitarie umbre come il primo segnale concreto di un cambio di passo.

Simonetti insiste soprattutto sul metodo adottato dalla nuova amministrazione: monitoraggio mensile dei conti, centralizzazione degli acquisti, riorganizzazione delle reti sanitarie e maggiore programmazione. Un’impostazione che il M5S contrappone direttamente a quella che definisce la “stagione dell’improvvisazione” della destra.

Nel confronto politico emerge però anche un elemento più profondo: entrambe le coalizioni stanno cercando di trasformare la sanità nel simbolo della propria idea di governo regionale. Il centrodestra tenta di delegittimare la gestione Proietti accusandola di propaganda e di aver scaricato sui cittadini il peso fiscale della crisi; il centrosinistra, invece, punta a consolidare l’immagine di una Regione che avrebbe finalmente ripreso il controllo dei conti dopo anni di difficoltà strutturali.

In mezzo restano i cittadini umbri, chiamati a orientarsi tra cifre divergenti, accuse reciproche e letture opposte degli stessi dati. E proprio qui si gioca la vera partita politica: non soltanto sulla correttezza dei numeri, ma sulla capacità delle forze in campo di convincere gli umbri di avere davvero una strategia credibile per salvare e rilanciare la sanità pubblica regionale.

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