La Regione presenta al Salone la legge regionale dedicata all’Ottocentenario francescano: “Francesco guida ancora il nostro presente”
L’Umbria porta al Salone Internazionale del Libro di Torino il messaggio universale di San Francesco d’Assisi, nel percorso verso gli 800 anni dalla morte del Patrono d’Italia, che la Regione celebrerà ufficialmente anche attraverso la legge regionale n. 1 del 2026, approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa.
L’iniziativa si è svolta alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del vicepresidente Tommaso Bori e dello scrittore Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’Ottavo Centenario francescano. A moderare l’incontro il dirigente regionale alla Cultura Paolo Mirti.
Al centro dell’appuntamento il valore contemporaneo del messaggio francescano, tra pace, fraternità, dialogo e tutela del creato, in vista anche della Marcia della Pace prevista domenica a Torino. “La nostra presenza al Salone del Libro – ha dichiarato la presidente Stefania Proietti – non vuole essere soltanto una vetrina editoriale, ma un laboratorio di pensiero. Gli ottocento anni dalla morte di San Francesco interrogano il presente e ci chiedono di riflettere sulle grandi sfide del nostro tempo”.
Secondo la presidente della Regione, le parole chiave lasciate in eredità dal Santo di Assisi – pace, fraternità e cura del creato – risultano oggi “più urgenti che mai” in un contesto internazionale segnato da conflitti e polarizzazioni sociali.
Proietti ha inoltre ricordato l’impegno concreto della Regione Umbria attraverso la legge regionale dedicata all’Ottocentenario francescano e l’approvazione dei primi 23 progetti territoriali finanziati con oltre 570mila euro. “Abbiamo voluto fortemente una norma che accompagnasse questo anniversario con iniziative diffuse sul territorio – ha spiegato – perché il messaggio di Francesco deve tradursi in azioni culturali, educative e sociali”.
Nel suo intervento, la presidente ha sottolineato anche il legame tra cultura e inclusione: “Leggere significa mettersi nei panni dell’altro. Diffondere cultura vuol dire creare spazio per l’alterità e il dialogo”.
Ampio spazio anche ai temi ambientali, richiamando il valore del “Cantico delle Creature” e la visione francescana della natura. “San Francesco è stato il primo grande ecologista della storia – ha detto Proietti – perché aveva compreso il legame profondo tra uomo, Dio e ambiente. Oggi la crisi climatica ci ricorda quanto sia necessario custodire la nostra casa comune”.
Davide Rondoni ha evidenziato invece il ruolo dei santi come modelli ancora attuali per la società contemporanea. “San Francesco rappresenta un autentico motore per l’esistenza di ciascuno di noi – ha affermato – e per l’Umbria continua a essere un riferimento civile, culturale e turistico capace di generare sviluppo e coesione”.
Il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori ha posto l’accento sul significato simbolico della partecipazione umbra al Salone del Libro. “Abbiamo portato uno stand ispirato alla ‘chiamata alle arti’ – ha spiegato – proprio mentre nel mondo sembra prevalere la chiamata alle armi. Noi vogliamo invece parlare di pace e dialogo”. Bori ha inoltre ricordato che l’Umbria è presente al Salone come Regione ospite insieme alla Grecia, sottolineando il ruolo centrale della Marcia della Pace che vedrà la partecipazione di istituzioni e rappresentanti del mondo culturale. “Domani porteremo alla marcia la prima bandiera della pace”, ha concluso.

























