Riccardo Branchini,
A quasi un anno dalla scomparsa del giovane, Federica Pambianchi si rivolge al Presidente della Repubblica chiedendo un intervento per completare le ricerche. Consegnato alla Procura anche un indumento trovato lungo il fiume che sarà sottoposto all’esame del Dna.
A quasi un anno dalla scomparsa di Riccardo Branchini,il ragazzo di 19 anni residente al Furlo di Acqualagna, la madre Federica Pambianchi rompe nuovamente il silenzio e affida il proprio dolore a una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo un intervento affinché vengano completate tutte le attività di ricerca che, fino a oggi, non hanno consentito di fare luce sul destino del figlio, scomparso il 13 ottobre 2024.
Al centro dell’appello vi è una richiesta precisa: procedere allo svuotamento della diga del Furlo, il luogo dove venne ritrovata l’automobile del giovane. All’interno della vettura erano ancora presenti tutti gli effetti personali di Riccardo: documenti, denaro, chiavi, scarpe, vestiti e lo zaino. Un elemento che, secondo la famiglia, rende ancora più necessario verificare in modo approfondito tutta l’area circostante.
Nella lettera, Federica Pambianchi ricorda di aver avanzato questa richiesta ormai da oltre venti mesi, spiegando che la Regione Marche aveva anche predisposto un progetto per consentire nuove ricerche. Successivamente, tuttavia, sarebbero emerse opposizioni legate alla tutela della fauna ittica e al rischio di arrecare danni all’ecosistema della diga, prospettando come alternativa un abbassamento graduale del livello dell’acqua.

La madre di Riccardo afferma di comprendere pienamente l’importanza della salvaguardia ambientale, ma ritiene che il diritto di una famiglia a conoscere la verità non possa essere sacrificato. Racconta inoltre di aver partecipato personalmente a numerose battute di ricerca lungo il corso del fiume, constatando la presenza di rifiuti e detriti, mentre del figlio non è mai stata trovata alcuna traccia.
Dopo la scomparsa del giovane erano state organizzate ricerche protrattesi per circa dieci giorni, senza alcun esito. Oggi, mentre il procedimento giudiziario si avvicinerebbe alla conclusione, resta ancora irrisolta la domanda più importante: che cosa sia realmente accaduto a Riccardo Branchini.
Nella lettera al Capo dello Stato viene ricordato anche un episodio avvenuto nelle ultime settimane. Durante un sopralluogo lungo il fiume, Federica Pambianchi racconta di aver rinvenuto un paio di boxer che potrebbero appartenere al figlio. L’indumento è stato immediatamente consegnato alla Procura della Repubblica, che ha disposto gli accertamenti genetici attraverso l’analisi del Dna.
La donna precisa di non sapere quale sarà il risultato degli esami, ma considera quel ritrovamento un ulteriore motivo per chiedere che l’intera area venga sottoposta a verifiche approfondite prima che l’inchiesta venga definitivamente archiviata.















