Sotto stretta sorveglianza i corsi d’acqua: frane e criticità viarie, ma i livelli idrometrici tornano sotto controllo
Il maltempo che da giorni insiste sull’Umbria ha lasciato segni evidenti in diversi territori, mettendo alla prova infrastrutture e presidi di sicurezza. Le precipitazioni intense e prolungate hanno provocato frane e smottamenti, imponendo interventi immediati e modifiche alla viabilità, ma il quadro generale mostra ora segnali di graduale miglioramento, nonostante la massima attenzione resti concentrata sui corsi d’acqua.

A Fabro, una porzione delle mura del castello ha ceduto improvvisamente, rendendo necessario l’intervento delle squadre di soccorso. A Calvi dell’Umbria, una frana verificatasi nella mattinata del 14 febbraio ha comportato la chiusura di un tratto della Sp 18 Calvese, appena oltre il centro abitato. Situazione analoga anche a Bettona, dove la Sp402 è stata chiusa per la caduta di massi: sono già stati programmati sopralluoghi tecnici e attivati percorsi alternativi. Disagi anche a Penna in Teverina, lungo la strada comunale delle Montecchie, dove la circolazione procede a senso alternato.

Sul fronte idraulico, le piogge persistenti hanno determinato un sensibile innalzamento dei livelli dei principali corsi d’acqua, mentre nei settori occidentali gli accumuli sono rimasti più contenuti, tra i 20 e i 35 millimetri, con fenomeni in progressiva attenuazione. Nelle zone di allerta di Ponticelli, Ponte Osteria, Allerona, Ponte Tresa e Moiano — i fiumi Paglia, Chiani e Chianetta hanno superato in alcuni tratti la soglia di pre-allarme, per poi rientrare gradualmente sotto i limiti di attenzione. Anche il torrente Tatarena, a Castel Ritaldi, dopo un innalzamento significativo, è ora in fase di normalizzazione.

Per il resto del reticolo idrografico umbro, gli incrementi registrati non hanno oltrepassato lo scenario di allerta gialla, mantenendo la situazione complessivamente sotto controllo. Un risultato che si deve anche al monitoraggio costante attivato dal Centro Funzionale regionale e dal Servizio Idrografico, con il supporto dei Presidi idraulici, del Consorzio della Valdichiana Romana e del Paglia e dei sorveglianti regionali presenti nei punti più sensibili.
Alcuni Comuni, tra cui Trevi, hanno aperto in via precauzionale il Centro Operativo Comunale, in costante raccordo con la Protezione Civile regionale. Le autorità parlano di un quadro ancora complesso ma in evoluzione positiva: le previsioni indicano precipitazioni residue in esaurimento entro domani, un calo delle temperature e un aumento del vento, senza variazioni critiche dei livelli idrometrici.
Resta alta la vigilanza, soprattutto nelle aree più esposte al dissesto idrogeologico, ma l’attenuazione dei fenomeni e il progressivo rientro dei livelli dei fiumi segnano una fase di miglioramento che, pur nella prudenza, lascia intravedere un ritorno alla normalità.






