Cortei di lavoratori, studenti e cittadini attraversano le città umbre: scuole chiuse, trasporti e servizi pubblici paralizzati per lo sciopero nazionale
Terni e Perugia si sono trasformate oggi in teatri di mobilitazione civica e solidarietà internazionale. Migliaia di persone hanno partecipato ai cortei organizzati per protestare contro “l’attacco alla Flotilla” e denunciare una grave violazione dei diritti umani.
La giornata di oggi sta evidenziando un’ampia mobilitazione civica in Umbria, che unisce studenti, lavoratori e cittadini attorno a temi di solidarietà internazionale e diritti umani. La partecipazione massiccia dimostra una forte coscienza sociale e la volontà di trasformare la protesta in visibilità politica. La concomitanza con uno sciopero nazionale che paralizza scuole, sanità e trasporti sottolinea l’intensità della mobilitazione, che va oltre il semplice gesto simbolico e mostra la capacità della società civile di influenzare l’agenda pubblica.
A Terni, due cortei distinti – uno della Cgil e l’altro dei Cobas – si sono uniti davanti alla prefettura, riunendo circa un migliaio di manifestanti, tra cui molti studenti. Dopo un incontro con il prefetto, i partecipanti hanno proseguito lungo corso Tacito fino a piazza della Repubblica, nel cuore della città. In testa al corteo, presidiato dalle forze dell’ordine, spiccava una grande bandiera palestinese.

“Tante persone perché c’è un risveglio di coscienza civile che dice no al massacro del popolo palestinese”, ha commentato Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil Umbria. Gianluca Liviabella di Usb ha aggiunto: “Siamo nelle piazze di tutta Italia con una parola d’ordine: blocchiamo tutto. La spinta dal basso è enorme”.
Gli studenti hanno avuto un ruolo centrale nella manifestazione. “Siamo in piazza per denunciare ciò che è accaduto a Gaza e con la Flotilla. Non vogliamo che tutto questo continui”, ha dichiarato Lorenzo Ferranti, coordinatore della Rete studenti medi Umbria.

A Perugia, la mobilitazione ha coinvolto migliaia di cittadini, tra cui il consigliere regionale Fabrizio Ricci e l’assessore comunale Costanza Spera. Il corteo, partito da piazza Partigiani, ha percorso corso Vannucci fino a piazza IV Novembre, davanti a Palazzo dei Priori, e si sta dirigendo verso la stazione ferroviaria di Fontivegge.
La giornata di mobilitazione si accompagna a uno sciopero nazionale che ha coinvolto scuole, sanità, trasporto pubblico locale e personale ferroviario. Le scuole umbre resteranno chiuse, mentre i servizi sanitari e i trasporti subiranno interruzioni significative: gli autobus e i tram osserveranno uno stop di 24 ore, nel rispetto delle fasce di garanzia, mentre per il personale ferroviario lo sciopero inizierà alle 21 di oggi, con servizi essenziali garantiti nelle fasce orarie critiche.
Scuole chiuse e servizi pubblici paralizzati
Lo sciopero nazionale del 3 ottobre 2025 coinvolge l’intero territorio, con effetti significativi su scuole, sanità e trasporti.
Scuole
L’adesione allo sciopero riguarda l’intera giornata. La Cgil ricorda che, secondo l’accordo del 2 ottobre 2020 (art. 2, comma 5), i dirigenti scolastici possono adottare misure organizzative per garantire i servizi. Tuttavia, se l’adesione rende impossibile l’erogazione delle lezioni, la scuola può essere chiusa.
Sanità
Il personale del settore sanitario aderisce allo sciopero dall’inizio del primo turno fino alla conclusione dell’ultimo, comportando possibili sospensioni di alcune attività e servizi.
Trasporto pubblico locale
Autobus, tram e metropolitane osservano uno stop di 24 ore, nel rispetto delle fasce di garanzia stabilite a livello locale.
Ferrovie
Il personale ferroviario sciopera dalle 21 di questa sera, in concomitanza con una protesta già annunciata da un sindacato di base. Per il trasporto regionale sono comunque garantiti i servizi essenziali nei giorni feriali: dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 di venerdì 3 ottobre.






