“L’uomo che meglio di tutti rappresenta la nostra regione nel mondo”: istituzioni e comunità difendono lo stilista dopo l’attacco speculativo che ha fatto tremare la Maison
Non un semplice scossone di Borsa, ma un vero e proprio colpo basso, arrivato nel momento più delicato: la settimana della moda di Milano. È in questo scenario che la Maison Brunello Cucinelli e la famiglia dello stilista di Solomeo sono finite nell’occhio del ciclone, dopo la pubblicazione di un report di Morpheus Research, giovanissima società di analisi indipendente fondata nel 2025. L’accusa: presunte violazioni delle sanzioni UE per le vendite in Russia. Il risultato: un crollo del titolo in Piazza Affari, sospeso per ribasso al 17%.
Un danno non solo economico ma soprattutto reputazionale, che rischia di intaccare l’immagine di uno dei marchi più solidi e rispettati del Made in Italy. Eppure, attorno a Cucinelli si è immediatamente stretta la sua terra, l’Umbria, con un fronte compatto di sostegno che va dalla politica alle istituzioni locali, fino agli amici e ai cittadini.
La difesa delle istituzioni umbre
L’europarlamentare Marco Squarta, ex presidente dell’Assemblea legislativa umbra, ha affidato a un post su Facebook la sua solidarietà:«Noi umbri e noi italiani sappiamo bene chi è Brunello Cucinelli. Un uomo partito da zero, da un piccolo borgo dell’Umbria, che con sacrificio e visione ha creato un’impresa diventata simbolo nel mondo. Ha vestito capi di Stato, leader internazionali e grandi attori. Ha fatto conoscere il nome dell’Umbria e dell’Italia ovunque, restituendo al territorio lavoro, dignità e bellezza».
Sulla stessa linea il sindaco di Corciano, Lorenzo Pierotti, che ha parlato di attacco “inaccettabile”:«Una semisconosciuta agenzia ha colpito duramente l’impresa Cucinelli con valutazioni che hanno causato un crollo in Borsa. È intollerabile che una realtà tanto autorevole e radicata come questa, simbolo dell’Italia migliore, possa essere messa in discussione da analisi frettolose o strumentali. Brunello rappresenta molto più di un marchio: è un pilastro etico ed economico per l’intera nazione».*
Anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha espresso vicinanza:«Quanto accaduto non riguarda soltanto un’azienda, ma un patrimonio umano e culturale che ha dato tanto alla nostra terra e all’Italia intera. Brunello Cucinelli non è solo un imprenditore di successo, è un uomo che ha saputo unire impresa e umanità, rendendo l’Umbria conosciuta nel mondo attraverso la bellezza, il rispetto per il lavoro e l’amore per la comunità».
Infine, il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, ha definito l’attacco una squallida e preoccupante manovra speculativa”, sottolineando come la famiglia Cucinelli sia “radicata nella nostra terra e capace di costruire in cinquant’anni un’impresa simbolo nel mondo, non solo per la qualità dei prodotti, ma anche per i valori di dignità e filantropia”.
Oltre le polemiche, la questione di fiducia
La vicenda ha acceso un dibattito che travalica i confini della finanza. Come osservato da esperti del settore, tra cui il pubblicitario Luigi Piccolo, da anni esperto di moda ed immagine, produttore, per quasi 20 anni del fortunato e noto programma televisivo “Non Solo Moda” realizzato con la società Filmgo programmato su Canale 5,diretto ed ideato da Fabrizio Pasquero.
Il pubblicitario ha commentato “non si tratta solo di un evento tecnico, ma di una prova di fiducia”. Il brand di Solomeo, riconosciuto globalmente per la sua artigianalità e i valori etici, si trova al centro di una tempesta reputazionale che mette in gioco la credibilità del Made in Italy nel lusso. C’è chi vede nelle mosse di Morpheus una manovra, bene orchestrata nei tempi e nei modi, per tentare di piegare un gruppo cresciuto persino nei momenti più complessi del mercato globale. Se l’azienda saprà dimostrare trasparenza e regolarità, potrà uscirne rafforzata. In caso contrario, le conseguenze rischiano di essere profonde, non solo per la maison ma per l’intero comparto del lusso italiano e per chi è dietro le quinte del diabolico progetto”
Oggi, però, dall’Umbria arriva un messaggio chiaro: Brunello Cucinelli non è soltanto un imprenditore, ma un ambasciatore della regione e del Paese nel mondo. E la sua comunità non intende lasciarlo solo.








