
La bellezza della perfezione, quando la pittura diventa poesia
C’e qualcosa che va oltre la bellezza ed il tempo, è chi lo sa fermare, rincorrere, plasmare.
Questo il tratto distintivo dei lavori del Maestro Aurelio Bruni.
Nativo di quella terra di confine, tra vigne ed oliveti secolari, dove da lontano svettano le guglie del duecentesco Duomo di Orvieto e la magnificenza del Castello della Sala di proprietà dell’antico casato degli Antinori.
Ci troviamo a Ficulle in provincia di Terni, eppure cosi vicini alla Toscana ed alla gloriosa Tuscia.
Nei luoghi, dove si rincorre la storia degli etruschi e dei romani.
Bruni è figlio di un mondo che non si è lasciato contaminare dall’omologazione, dalla tecnologia, dalla rinuncia dell’essere a nome dell’avere.
Da qui nasce la forza della sua pittura, dove la potenza della luce si incontra con la perfezione della tecnica e del colore.

Sicuramente uno dei nomi piu’ importanti nel panorama dell’arte contemporanea.
Degno erede di Ventrone e di quell’iper realismo che ha portato nuovamente in auge, a livello mondiale le creazioni figurative italiane.
Perche’ gli altri Stati ci hanno sempre guardato ed invidiato, perche’ qui sono nati Michelangelo, Leonardo e Caravaggio.
E da lì noi possiamo sempre ripartire. Bruni è il degno proseguimento, di tanta immensa grandezza.

L’artista divenuto famoso per il ciclo pittorico dedicato a Santa Chiara, che si trova presso la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli, in provincia di Perugia, è in modo particolare un valente ritrattista. Ed è così che si torna indietro nel tempo, ai pittori di corte, quando il ritratto era uno Status, quando gli artisti lavoravano su commissione. Ma oltre ad avere una innata capacità pittorica, possiede una autentica sensibilità ed umiltà, che fanno la sua grandezza.

Davanti ai lavori di Bruni si vive d’incanto, è un viaggio nel mondo delle meraviglie, l’approdo del navigante in un’isola felice, dove tutto è armonia e perfezione.
Il mare racchiuso dentro una bottiglia, che accarezza la lucente Aurora, lo sguardo inquietante di Salome’ che chiede la testa del Battista.
Raramente si incontrano artisti di tale caratura e capacità interpretativa, quando succede è il dono piu bello che la vita possa farci.
È la luce in fondo al tunnel, da cui trapela la speranza, che poi non abbiamo tutto sbagliato, che qualcosa di bello anche in questo tempo è stato creato.
Sonia Terzino







