
AGiMus e Università per Stranieri per una musica solidale. Il prorettore Asdrubali.
Pomeriggio di gratitudine e di concordia per una iniziativa di vera promozione solidale. Dopo il premio di Luana Rosati agli Amici della Musica e in attesa della grande giornata di Giovanni Barcaccia a san Lorenzo di Montenero, a palazzo Gallenga si accende ancora una volta la luce la luce della generosità. Per la seconda volta Laura Minuti elargisce a un giovane musicista del Conservatorio perugino un premio che è non solo il riconoscimento e per i meriti artistici e professionali, ma vuole anche costituire un incoraggiamento a seguire la difficile strada dell’arte. Uno stimolo a proseguire su una strada difficile, perché chi coltiva oggi la musica colta non ha riconoscimenti che il mondo dello spettacolo attribuisce agli effimeri talenti che sbocciano in popolari trasmissioni televisive: qui si tratta invece di studi che comportano sacrifici, investimenti economici e continue prove che richiedono il superamento di limiti e di traguardi che un giovane affronta con la speranza di un riconoscimento che la società tarda sempre più ad attribuire. Da qui la necessità della presenza di una forma di contributo privato che supplisce alla assenza di incentivi sociali: una forma di mecenatismo che nei paesi anglosassoni è la norma, ma che qui da noi è una rara, ma graditissima eccezione. Cominciò a palazzo Gallenga la compianta Lavinia Castellani, seguita poi da Sandro Allegrini. Laura Minuti era nella squadra dei “volonterosi”, fino al momento in cui ha voluto scendere personalmente in campo con la forza della sua umanità e nella consapevolezza, con questa elargizione, di ricordare la figura del suo caro consorte Armando, affinchè, nel segno della musica, la sua figura potesse continuare a vivere nel suo cuore e nella doverosa memoria dei figli e dei nepoti.

E così è stato quando il prorettore Francesco Asdrubali ha dato inizio alla cerimonia del conferimento del premio a un giovane clarinettista, Carmine del Canto, discepolo di Luca Saracca al Morlacchi, portatore quindi di una scuola che affonda le sue radici nell’indimenticabile magistero di Ciro Scarponi. Un musicista eccelso che qui in questa aula magna aveva più di una volta prodigato i frutti di una professionalità riconosciuta a livelli internazionali. Con la affettuosa conduzione di Sandro Allegrini la cerimonia del riconoscimento si è svolta secondo un ritmo scandito dalla consuetudine. Parole del prorettore Asdrubali che ancora una volta ha ricordato come questa aula magna, per esplicita volontà del rettore De Cesaris è veramente uno spazio aperto alla cittadinanza. Non potrebbe essere diversamente per un luogo che ha visto sbocciare, nel passato la Sagra Musicale Umbra e gli Amici della Musica, nati per le felici intuizioni di Francesco Siciliani.

Ieri Laura minuti, accompagnata affettuosamente dalla nipote, ha voluto personalmente consegnare la targa al giovane musicista che si apprestava a mostrare i frutti del suo talento. Con una esibizione generosa che lo visto impegnato in un programma ricco di momenti solisti come l’iniziale “Omaggio a Bach” di Bela Kovacs e il successivo “Studio” che Donizetti dedicò all’amico Benigni, un pezzo di alto impegno virtuosistico che è praticamente un “unicum” nella produzione del grande operista.

A seguire il sontuoso concerto in fa minore di Weber, momento di romanticismo ancora eroico, con i momenti di presenza di un forte senso della natura, del bosco e delle acque, come era proprio di un’epoca in cui anche Schubert faceva cantare mulini e selve notturne.

Era un’epoca in cui il musicista del romanticismo accettava questo abbraccio dell’ambiente con un senso panico e magico, e che Weber evidenzia in un Adagio dai caratteri di estasi. Tutte emozioni rese con molta maestria dal giovane Carmine che era accompagnato al pianoforte dal bravo Raul Patrick Mariteanu che è stato, per inciso il premio Minuti dello scorso anno.

A conferimento del premio avvenuto, il generoso Carmine ha offerto un altro saggio della sua bravura con l‘esecuzione di un altro brano solistico, l’omaggio a Weber dello stesso Kovacs. Applausi affettuosi e molti auguri per i due giovani musicisti mentre, in panchina si sta scaldando il giovane baritono Matteo Mencarelli che sarà il prossimo premio attribuito da un privato.

E stavolta si tratterà di un riconoscimento che una ex-studentessa del Gallenga, Maria Elisabet Hansson ha istituito in memoria del nonno, Martin Nilsson, pittore e musicista svedese, le cui canzoni sono ancora abitualmente eseguite in Svezia.
Stefano Ragni
























